Grande interesse per il nuovo Btp Valore, ma per capire l’andamento dei rendimenti si dovrà attendere la seconda cedola.
Dal 6 al 10 maggio 2024 sarà collocato un nuovo Btp Valore, con enorme entusiasmo da parte degli investitori.
La precedente emissione, nel mese di marzo, è stata un vero e proprio successo e le previsioni attuali sono di crescita. Poiché si tratta di un titolo di Stato di tipo “step-up”, cioè basato su un meccanismo a 3+3 anni, bisognerà verificare l’importo delle cedole e, in particolare, della seconda. Analizziamo attentamente il nuovo Buono del Tesoro.
Il nuovo Btp Valore, con scadenza a sei anni, non sarà caratterizzato da un forte rendimento.
Il tasso fisso tradizionale attuale, infatti, è pari al 3,5%. Assicura, dunque, guadagni inferiori, se paragonati a quelli dei titoli a otto anni (con tasso al 3,8%) oppure con scadenze superiori a 10 anni (con tasso oltre il 4%).
In realtà, un prodotto a lunga durata, in questo momento, non avrebbe degli effetti benefici perché esporrebbe l’investitore e l’emittente a dei rischi abbastanza elevati. Ne sono un esempio i Btp Futura, che si sono rivelati una vera e propria delusione.
Ma quanto potrebbe rendere il nuovo Btp Valore? La prima serie di cedole (fino al 2027) dovrebbe equivalere al rendimento del tasso fisso sulla vita residua. Per la seconda serie di cedole (relativa al periodo compreso tra il 2028 e il 2030), invece, potrebbero esserci più dubbi.
Se si prende come riferimento il tasso del 4% del Btp Valore di marzo 2024, un rendimento inferiore sarebbe certamente una delusione. Al momento, tuttavia, è difficile pensare che ci sia un importo al di sopra del 4%, perché si parla di un possibile taglio dei tassi a breve e medio termine.
Si ipotizza, dunque, una struttura simile a quella del Btp Valore marzo 2030, a meno che non ci siano rivoluzioni da parte della BCE.
Un’ottima opzione per gli investitori potrebbe essere la costituzione di un “mini portafoglio” maggiormente differenziato. Ad esempio, potrebbe essere formato in parte da un Btp a unico tasso fisso, come il Btp 3,85% del 2026 che ha un rendimento del 3,3% lordo, e in parte da un Btp€i non troppo lungo, cioè un Buono del Tesoro indicizzato all’inflazione europea.
Il primo prodotto assicurerebbe una cedola superiore rispetto a quella iniziale del nuovo Btp Valore, mentre con il secondo Buono del Tesoro si avrebbe la garanzia contro il pericolo di un incremento dell’inflazione.
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