Un 25enne di Villa San Giovanni è stato trasferito allo Spallanzani di Roma, dopo aver mostrato sintomi preoccupanti legati all’hantavirus Andes. Il giovane era già in isolamento, perché aveva viaggiato sullo stesso aereo di una donna sudafricana deceduta a causa di questo virus. Nel frattempo, dal Veneto arriva un respiro di sollievo: il test su un turista sudafricano, monitorato a Padova, è risultato negativo. Però, gli esperti non abbassano la guardia.
Il giovane, già in isolamento precauzionale, ha iniziato a mostrare segnali che possono far pensare all’hantavirus Andes, un virus che di solito si riscontra in Sud America, ma che ora ha acceso un campanello d’allarme anche in Italia. Per questo è stato deciso il trasferimento al Policlinico Spallanzani di Roma, struttura con grande esperienza nella gestione di virus pericolosi.
Il passaggio è avvenuto rispettando tutte le misure di sicurezza per evitare qualsiasi rischio di contagio. Il ragazzo era tra i passeggeri di un volo internazionale sul quale viaggiava anche la donna sudafricana poi deceduta per l’hantavirus. Le autorità hanno subito messo in atto il protocollo di quarantena e monitoraggio, ma ora serve un controllo più specialistico.
Nel frattempo, altri quattro passeggeri dello stesso volo restano sotto stretta sorveglianza. Sono tutti senza sintomi, ma continuano la quarantena fiduciaria e la sorveglianza attiva, per prevenire eventuali casi.
Dalla regione Veneto arriva un primo segnale positivo: il tampone su un turista sudafricano osservato a Padova dopo un possibile contatto con il virus è risultato negativo. Il paziente, che non ha mostrato sintomi, resta comunque in isolamento.
Mara Campitiello, direttrice della prevenzione del Ministero della Salute, ha spiegato a Radio anch’io che, se il risultato è incoraggiante, “non si può abbassare la guardia.” Nei giorni successivi potrebbe emergere una positività, visto il periodo di incubazione del virus. I passeggeri dell’aereo coinvolto, pur senza sintomi, restano quindi sotto controllo e seguono le misure di isolamento.
Questo rigore dimostra come le autorità sanitarie italiane stiano seguendo con attenzione le linee guida per contenere ogni possibile focolaio, in una fase delicata per l’arrivo di un virus ancora poco noto in Italia.
Il Ministero della Salute ha rafforzato i controlli con una circolare che aggiorna e integra i protocolli in vigore per l’hantavirus. Sono coinvolti in prima linea gli Uffici Usmaf, presenti negli aeroporti e nei principali punti d’ingresso del Paese, con l’obiettivo di individuare subito eventuali casi sospetti.
La circolare chiede a Regioni e Province autonome di indicare laboratori di riferimento specifici e di applicare la quarantena fiduciaria, oltre alla sorveglianza attiva, per chi è venuto in contatto con persone positive o con equipaggi e passeggeri della nave Hondius, che in queste settimane è al centro dell’attenzione.
In caso di febbre, sintomi respiratori, disturbi gastrointestinali, vertigini o brividi, è obbligatorio l’isolamento e il monitoraggio clinico. Le misure preventive ricordano molto quelle adottate durante la pandemia da Covid-19: evitare spostamenti non necessari, restare a casa, indossare la mascherina e limitare l’uso dei mezzi pubblici o la partecipazione a eventi affollati.
L’obiettivo è proteggere la salute pubblica senza creare panico, ma mantenendo alta la guardia, vista la complessità nel riconoscere precocemente i casi.
La virologa Ilaria Capua, ospite di Radio anch’io, ha chiarito che gli hantavirus, compreso quello Andes, si trasmettono in modo molto diverso dal coronavirus e difficilmente passano da persona a persona. Grazie alla sua esperienza alla Johns Hopkins University di Bologna, ha sottolineato che, visto che i passeggeri sotto controllo sono asintomatici e che il trasferimento è avvenuto con mezzi protetti, “il rischio di contagio è davvero basso.”
Capua ha precisato che “non bisogna confondere questa situazione con quella pandemica recente.” Il virus si trasmette solo in particolari condizioni e con contatti specifici.
Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato nove casi accertati di hantavirus nel mondo e ha ribadito l’importanza di un monitoraggio globale coordinato. Le autorità italiane continuano a seguire da vicino l’evoluzione della situazione.
La gestione attenta e puntuale di questi casi dimostra la capacità del nostro sistema sanitario di attivare rapidamente misure di prevenzione, isolamento e controllo, fondamentali per arginare la diffusione di malattie emergenti.
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