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Uefa contro Fifa: boicottaggio totale dei Mondiali fino al ritiro del piano Infantino sulla privatizzazione

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Redazione

Il calcio non si vende, sembra il messaggio che risuona da ogni angolo d’Europa. Cinquantacinque federazioni nazionali, sotto l’egida UEFA, hanno scelto una linea dura: niente più gare nelle competizioni FIFA finché non si tornerà indietro sulla proposta di privatizzazione dei tornei, Mondiali inclusi. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, aveva messo sul tavolo un piano per aprire i grandi eventi calcistici ai capitali privati. Ma l’idea ha scatenato un’ondata di sdegno. Timori concreti: trasformare il calcio in un prodotto da vendere, piuttosto che in uno sport che unisce milioni di tifosi. Il confronto tra UEFA e FIFA è ora più acceso che mai.

No compatto delle 55 nazionali UEFA: bocciato il progetto di privatizzazione

Il 6 settembre 2024 le 55 federazioni UEFA si sono riunite in videoconferenza per diverse ore, confrontandosi sull’idea proposta da Infantino. L’obiettivo era creare una società per azioni che controllasse parte del valore economico delle competizioni FIFA, aprendo così la porta agli investitori privati.

Alla fine del confronto è arrivato un no unanime: nessuna federazione vuole perdere il controllo su eventi storici come la Coppa del Mondo. Il presidente UEFA, Aleksander Čeferin, ha avvertito che questa mossa potrebbe snaturare una delle tradizioni più importanti del calcio, trasformandola in un semplice affare economico. La nota ufficiale diffusa dopo il summit è netta: UEFA e i suoi membri respingono ogni tentativo di privatizzazione e boicotteranno tutte le competizioni FIFA finché questo modello non sarà abbandonato.

Perché l’UEFA dice no: la Coppa del Mondo non è una merce

Dietro il rifiuto dell’UEFA ci sono ragioni che vanno oltre il denaro. La Coppa del Mondo è stata definita come «una delle più grandi eredità sportive costruite nel tempo da giocatori, tifosi e nazionali di tutto il mondo». Per questo, l’idea di trasformarla in un investimento privato è considerata inaccettabile.

Secondo UEFA, aprire a investitori esterni significherebbe esporre il calcio a logiche di mercato che rischiano di minare valori come la solidarietà tra nazioni e il significato simbolico delle competizioni. Inoltre, affidare la governance a proprietà private potrebbe compromettere trasparenza e democrazia all’interno degli organismi calcistici. La federazione europea ha ribadito che non esistono compromessi: la proposta deve essere ritirata completamente, solo allora le nazionali torneranno a partecipare.

Ultimatum Infantino, la replica dura dell’UEFA: accuse di metodo autoritario

Il clima si è fatto ancora più teso il 15 settembre 2024, quando Infantino ha fissato il 19 settembre come termine per decidere sulle modifiche. Questo ultimatum ha spinto UEFA a denunciare pubblicamente la FIFA, accusandola di usare un approccio autoritario e intimidatorio. La federazione ha parlato di “governo basato sull’intimidazione”, respingendo con fermezza l’idea che le decisioni possano essere imposte con la forza.

UEFA si presenta come un blocco unito e deciso a non riconoscere decisioni calate dall’alto. Ha sottolineato che la proprietà morale delle competizioni deve restare nella comunità sportiva, e non può essere svenduta a chi vuole mercificare un’eredità preziosa. La federazione si è detta pronta a difendere con forza i valori che hanno fatto grande il calcio, condannando ogni tentativo di svuotare di significato le manifestazioni più importanti.

La posizione definitiva UEFA: “La Coppa del Mondo non è in vendita”

Nel comunicato finale, UEFA non lascia spazio a dubbi: “La Coppa del Mondo non è in vendita”. L’organizzazione europea sottolinea che spesso si giudicano le istituzioni più per quello che rifiutano di accettare che per quello che approvano. E in questo caso la linea è chiara: nessuna concessione a un modello che privatizza lo sport, patrimonio inalienabile delle generazioni future.

Questo scontro non è solo una battaglia politica tra due livelli di governo del calcio, ma un momento cruciale per il futuro dello sport più amato al mondo. UEFA si prepara a un vero e proprio boicottaggio delle competizioni FIFA, una scelta che potrebbe rivoluzionare gli equilibri internazionali del calcio nei prossimi anni. Per ora, la partita è ancora aperta e il confronto tra FIFA e UEFA promette di dominare le cronache sportive per tutto il 2024.

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