La Ferrari Luce non è passata inosservata, anzi. La prima elettrica di Maranello ha già acceso discussioni, ma questa volta è finita sotto la lente tagliente della satira americana. Il collettivo Angeles Death Highway ha pubblicato un video ironico che immagina un confronto tra Jony Ive, l’ex guru del design Apple coinvolto nel progetto, e Benedetto Vigna, l’amministratore delegato Ferrari. Nel filmato, i lavoratori della fabbrica guardano la nuova “regina” con un misto di stupore e amarezza. Ecco allora la voce di un operaio anziano, che si lascia sfuggire una frase carica di rimpianto: «Hanno rovinato la Ferrari». Vigna, senza perdere un colpo, risponde con sarcasmo: «Ragazzi, per favore calmatevi: continueremo comunque a fregare i clienti».
La scena si sposta in una stanza dove Jony Ive, con il suo stile sobrio e minimalista, si rivolge direttamente a chi guarda. Definisce senza giri di parole la Ferrari Luce come «la nuova Apple car», un’espressione scelta per sottolineare un design più tecnico e forse un po’ freddo, lontano dalla tradizione automobilistica. Dietro le quinte si sente qualcuno urlare: «Taglia! Tu ora lavori per la Ferrari», a ribadire l’ambiguità del personaggio nella storia. Il momento più pungente arriva quando Ive ammette, con ironia, di aver semplicemente riciclato un progetto sviluppato altrove, consegnando «un pezzo di merda», e aggiunge sarcastico: «Aspetta di sentire il prezzo». Un passaggio che lascia intendere come l’auto sia il frutto di un compromesso tra innovazione, marketing e bilanci, più che una vera rivoluzione stilistica o tecnica.
L’inquadratura iniziale, appena fuori dallo stabilimento Ferrari, assume un valore quasi simbolico. Sulla linea di montaggio, gli operai si confrontano con il cambiamento inaspettato verso l’elettrico. L’atmosfera è carica di tensione, soprattutto per chi ha vissuto decenni di motori ruggenti e una tradizione sportiva che sembrava eterna. Il passaggio alla mobilità sostenibile, inevitabile ma doloroso, suscita dubbi e malinconie. La voce rotta da un anziano operaio che piange diventa il simbolo di una frattura profonda, mentre la risposta cinica di Vigna, che smorza la tensione con una battuta, accentua l’effetto tagliente e satirico del video.
Angeles Death Highway è famoso per il suo stile provocatorio e dissacrante, spesso usando l’intelligenza artificiale per mettere in luce le contraddizioni di certe strategie aziendali. Scegliere come bersaglio la Ferrari Luce, simbolo di una trasformazione industriale e di marketing controversa, invita a riflettere sul peso dell’immagine nel mondo dell’auto. Il video non si limita a prendere in giro il prodotto, ma smonta la macchina comunicativa che lo circonda: dall’uso di volti noti come Ive alla retorica della sostenibilità a tutti i costi. Dietro la patina di innovazione, si intravede una realtà meno brillante, un compromesso che rischia di allontanare sia gli appassionati sia i clienti storici del marchio.
La Ferrari Luce non è solo una macchina, ma un momento di svolta per un marchio che per decenni ha incarnato la tradizione dell’automobilismo sportivo italiano. La satira che ne è nata mette a fuoco uno scontro più ampio: passato contro futuro, mito contro innovazione. I progetti sull’elettrico incontrano resistenze forti ma anche grandi aspettative. Il video degli Angeles Death Highway sintetizza questa tensione, usando l’ironia per mostrare come la Ferrari Luce possa essere vista in tanti modi: rivoluzione o tradimento, bluff di marketing o tentativo sincero di cambiamento. Quel che resta è un dibattito acceso, destinato a non fermarsi, mentre Maranello si prepara a un futuro sempre più elettrico e globale.
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