Sta per iniziare la lotto alla Dengue, o meglio alle zanzare che possono trasmetterla, e in Italia 3 regioni in Italia si preparano all’attacco.
Il “risveglio della zanzara”, come l’ha definito teatralmente La Repubblica, è iniziato, e dunque tutta l’Italia adesso è in allarme per le malattie trasmesse da questi insetti, ovvero Dengue, Chikungunya e Zika.
Soprattutto la Dengue, definita anche “febbre spaccaossa”, fa paura, e il Ministero della Salute non poteva non attivarsi per difendere la salute pubblica. L’emergenza in realtà sembra sia nata in Brasile, ma pare anche in espansione.
Il ministero della Salute, in vista del periodo di maggior caldo che sta per arrivare, ha emanato una circolare alle Regioni per predisporre tutte le misure necessarie a combattere zanzare e malattie trasmesse da questi insetti.
In Italia al momento non c’è una vera e propria emergenza, anche se sono stati registrati diversi casi di Dengue. Infatti solamente l’anno scorso il sistema di sorveglianza nazionale aveva individuato 347 casi confermati di dengue di cui 82 autoctoni, 8 casi confermati di zika e 7 casi confermati di chikungunya.
La Dengue è una malattia virale fino ad oggi tipica delle regioni tropicali e subtropicali del mondo ma negli ultimi anni la sua diffusione è aumentata. L’infezione è causata da una famiglia di quattro virus: Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4. La trasmissione avviene tramite la puntura di una zanzara infetta, in particolare della specie Aedes aegypti, ma anche da Aedes albopictus.
La Dengue in genere dà sintomi simili all’influenza ma non è una malattia mortale, salvo in rari casi. Ad oggi esiste anche un vaccino approvato nel 2023 e presto disponibile anche in Italia, che può essere assunto fin dai 4 anni di età.
Anche se la maggior parte dei casi si risolve senza gravi conseguenze, in altri si possono innescare le forme gravi e causare febbre emorragica, sindrome da shock da Dengue, complicazioni neurologiche, e anche la morte da edema cerebrale.
Vista l’emergenza sanitaria in Brasile, l’Italia ha deciso di attivarsi per tempo, prima che inizi l’estate, periodo ovviamente più favorevole all’espandersi delle zanzare e quindi delle infezioni. Nella circolare si invita all’attento monitoraggio dei casi e poi a “Implementare tutte le azioni di bonifica ambientale previste mirate a ridurre i siti di proliferazione e di riparo per le zanzare (ad esempio: rimozione dei potenziali focolai larvali, pulizia e manutenzione di quelli inamovibili, sfalcio della vegetazione incolta) […] e predisporre tutte le misure di sorveglianza e controllo atte a prevenire e contrastare il possibile ingresso e successiva diffusione di questi potenziali vettori di arbovirosi”.
Tutta l’Italia è in allarme ma al momento sono 3 le Regioni considerate più a rischio: la Lombardia, il Lazio e l’Emilia-Romagna, che l’anno scorso hanno registrato rispettivamente 115, 95 e 42 casi.
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