Giovedì 4 giugno, alle 15 in punto, le telecamere dello Studio Ovale hanno catturato un’immagine che non è passata inosservata: Donald Trump, seduto alla scrivania, con gli occhi che si chiudevano ripetutamente. Mentre si discuteva di questioni energetiche, la testa del presidente è caduta in avanti, come se si fosse lasciato andare a un breve sonno. Non è la prima volta che succede; negli ultimi anni, momenti di stanchezza pubblica hanno accompagnato molte sue apparizioni ufficiali, attirando sempre l’attenzione e qualche critica. Questa volta, però, la scena si è svolta proprio nel cuore del potere americano, lo Studio Ovale.
Il video arriva da una riunione sul carbone e la politica energetica degli Stati Uniti. Trump ascoltava diversi interventi, ma in alcuni momenti sembrava proprio cedere a un sonno leggero. Non stupisce quindi che pochi giorni prima, al Congresso, Marco Rubio, Segretario di Stato, abbia preso le difese del presidente su questo punto. Rubio ha respinto ogni accusa, dicendo di non aver mai visto Trump addormentarsi in pubblico. Anzi, ha tagliato corto: «Quel tipo non dorme», una frase che ha fatto discutere in molte stanze politiche.
Questa scena riporta in primo piano il tema dell’energia con cui Trump affronta il suo lavoro quotidiano, un argomento che torna sempre alla ribalta.
Non è passato molto tempo prima che il video diventasse virale su tutti i social. Gli utenti hanno ripreso le immagini, scatenandosi con meme e soprannomi ironici come “sleepy Trump” o “commander in sleep”, giocando sull’appellativo “Sleepy Joe” che Trump usava per prendere in giro Joe Biden durante la campagna elettorale.
La rete ha subito rilanciato l’immagine del presidente addormentato in pubblico, accompagnata da commenti ironici. C’è chi parla di “fatica presidenziale”, chi si interroga sulle conseguenze di questi momenti di stanchezza resi pubblici.
Il caso ha attirato anche l’attenzione di Hunter Biden, figlio dell’ex presidente, che ha punzecchiato Trump con un tweet scherzoso: «Visto… ve l’avevo detto che era un clone. Continuano a dimenticarsi di caricargli la batteria». Un commento che fa il verso alla frequenza di questi episodi.
Ma non si sono fatte attendere nemmeno le battute dal mondo dello spettacolo. Seth Meyers, conduttore del “Late Night with Seth Meyers”, ha ironizzato sull’accaduto, sostenendo che Trump è probabilmente stanco per le notti passate a postare immagini generate dall’intelligenza artificiale, in pose improbabili da Gesù al Monte Rushmore o in sella a George Washington.
Tutto questo ha alimentato ancora di più il dibattito sulla forma fisica di Trump e sul suo modo di gestire la comunicazione e l’immagine pubblica.
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