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Barilla punta sulle rinnovabili: fotovoltaico quadruplicato in 3 anni e ricette con meno zucchero e sale

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Redazione

Produrre pasta, un gesto quotidiano e familiare, consuma molta più energia di quanto si immagini. Tra essiccazione, confezionamento, trasporto e il lavoro incessante degli stabilimenti, l’impatto è significativo. Negli ultimi anni, con il caro bollette che ha colpito duramente l’industria, molte aziende hanno scelto di correre ai ripari autoproducendo energia, spesso attraverso il solare. Barilla non è stata da meno: entro il 2025, ha già installato cinque nuovi impianti fotovoltaici, quadruplicando in soli tre anni la capacità di energia rinnovabile. Un passo deciso, che va ben oltre il semplice risparmio, segnando una svolta concreta verso la sostenibilità.

Barilla allarga i suoi impianti solari in Italia e Grecia

Il gruppo parmense ha messo in funzione nuovi impianti a Foggia, Melfi, Ascoli Piceno, Cremona e, per la prima volta, anche fuori dai confini nazionali, nello stabilimento di Thiva, in Grecia. Oggi la capacità totale supera gli 8 megawatt, molto più del 2022, quando era circa un quarto di questa. E non è finita qui: tra il 2026 e il 2028 sono previsti nuovi impianti negli stabilimenti bakery di Novara e Celle, in Germania.

Dietro questa espansione c’è più di un risparmio energetico. Barilla punta a ridurre l’impatto ambientale delle sue attività, producendo direttamente una buona parte dell’energia necessaria. Così si riduce la dipendenza da fonti tradizionali e si tagliano le emissioni. Inoltre, scegliere impianti in diverse zone è una mossa strategica per sfruttare al meglio le risorse solari di ciascuna area.

Acqua e agricoltura rigenerativa: Barilla alza l’asticella della sostenibilità

Non è solo questione di energia. Barilla sta lavorando anche sulla gestione dell’acqua e sull’agricoltura sostenibile. Nel 2025, negli stabilimenti in zone con problemi di risorse idriche, l’acqua riciclata e riutilizzata è cresciuta del 196% rispetto al 2022. L’obiettivo è arrivare al 250% entro il 2030, un traguardo ambizioso ma necessario per un settore che dipende molto dall’acqua.

Sul fronte dei campi, nel 2025 l’azienda ha acquistato circa 4.160 tonnellate di grano tenero coltivato con tecniche di agricoltura rigenerativa. Questo metodo punta a migliorare la salute del terreno e la biodiversità, usando rotazioni colturali e riducendo le lavorazioni pesanti. Barilla vuole arrivare a 250.000 tonnellate entro il 2030, un salto di scala notevole.

Da questa filiera nasce Buongrano, il primo biscotto Mulino Bianco fatto con farina 100% da agricoltura rigenerativa certificata. Il progetto coinvolge quasi 2.000 agricoltori e ha già permesso di tagliare le emissioni di CO₂ di circa 9.000 tonnellate all’anno. Un esempio pratico di come innovazione e sostenibilità possano entrare nella vita di tutti i giorni, portando vantaggi all’ambiente e all’economia della filiera.

Ricette più sane: meno zucchero e sale, senza rinunciare al gusto

Il cambiamento di Barilla riguarda anche cosa finisce nel piatto. Nel 2025, l’89% dei prodotti venduti ha al massimo 5 grammi di zucchero per porzione, mentre il 90% non supera 0,5 grammi di sale. Sono numeri che rispondono alle raccomandazioni di enti come l’Organizzazione mondiale della sanità, che da tempo avvertono sui rischi di un consumo eccessivo di zucchero e sale, legati a patologie come obesità, diabete e ipertensione.

Per arrivare a questi risultati, Barilla ha investito oltre 47 milioni di euro nel 2025 in ricerca, sviluppo e qualità. Nel nuovo centro di innovazione BITE a Parma, tecnologi alimentari, ricercatori e chef lavorano insieme per creare nuove ricette e rivedere quelle esistenti. Il fine è migliorare il profilo nutrizionale senza sacrificare il gusto di sempre, un equilibrio che richiede studio e prove continue.

Questi passi raccontano un’industria che cambia, attenta ai consumatori e pronta a innovare seguendo la scienza, senza perdere di vista la qualità.

Barilla e la responsabilità sociale: donazioni e inclusione

L’impegno di Barilla va oltre produzione e ambiente. Nel 2025 ha donato 4.000 tonnellate di prodotti alimentari a enti no profit e destinato 2 milioni di euro a progetti sociali. Tra i partner ci sono Banco Alimentare, PizzAut, Dynamo Camp e Medici Senza Frontiere.

In più, il gruppo ha avviato programmi di inserimento lavorativo per persone con autismo, coinvolgendo stabilimenti in Italia e Francia. Sono iniziative pensate per promuovere inclusione e solidarietà, che si affiancano all’impegno ambientale e produttivo con un’attenzione concreta verso chi è più fragile.

Con questa strategia, Barilla conferma il suo ruolo da protagonista nel settore alimentare, dove produzione, salute e responsabilità civile si intrecciano ogni giorno.

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