«Le modelle di oggi sono solo leggermente più robuste rispetto a trent’anni fa». Questo, almeno, è ciò che emerge da uno studio recente pubblicato su PLOS ONE. Il dato, a prima vista, sorprende: ci si aspetterebbe un cambiamento più marcato, visto il dibattito acceso su salute, immagine e moda che infiamma da decenni. Ma il peso medio delle modelle è aumentato solo in alcune fasce, e nemmeno di molto. Dietro a queste cifre si nascondono questioni sociali e culturali complesse, che vanno oltre il semplice “modelle più grosse”. Paradossalmente, l’idea di corpi più realistici non si traduce sempre in numeri concreti.
Il corpo delle modelle: i cambiamenti non sono così evidenti
La ricerca ha esaminato le misure delle modelle ritratte su riviste di moda e pubblicità dal 1990 a oggi. Spesso si parla di una rivoluzione che avrebbe avvicinato i corpi delle modelle a quelli femminili reali, ma i numeri raccontano una storia più sfumata. Tra le top model più famose si nota un lieve aumento di peso e indice di massa corporea, ma sempre ben sotto la media della popolazione.
Questo conferma quanto il mondo della moda resti legato a standard rigidi, che puntano a silhouette sottili e misure precise. Lo studio evidenzia che, nelle passerelle delle grandi città, le differenze tra gli anni Novanta e oggi sono spesso minime, qualche punto percentuale al massimo. Per alcune categorie meno visibili, come le modelle curvy o plus size, l’aumento di peso è più marcato, ma non abbastanza da cambiare davvero il quadro generale.
Moda e società: tra pressioni commerciali e culturali
Le case di moda, le riviste e le agenzie non si muovono solo in base a un’idea estetica, ma rispondono anche a spinte commerciali e culturali che mutano nel tempo. Negli ultimi anni sono arrivate campagne per promuovere la diversità dei corpi e la salute delle modelle, con regole più rigide in alcuni Paesi sul peso minimo per sfilare. Questi interventi hanno contenuto i casi di sottopeso estremo, ma non hanno spostato di molto la massa corporea delle modelle più in vista.
Anche i social hanno un ruolo: modelli con fisici più diversi trovano più spazio, spingendo la moda a includere corpi meno standardizzati. Tuttavia, l’effetto sulle misure medie resta limitato, come conferma l’indagine di PLOS ONE. L’equilibrio tra immagine classica e inclusività si traduce in dati che cambiano poco, mantenendo un ideale ancora lontano dalla realtà quotidiana.
Cosa significa per chi guarda e consuma moda
I modelli di bellezza proposti dalla moda influenzano come le persone vedono il proprio corpo. La ricerca mette in luce il divario tra la presunta varietà di corpi mostrati e il reale cambiamento nelle loro caratteristiche fisiche. Questo continua a mettere pressione su chi si confronta con gli stereotipi diffusi da riviste e pubblicità.
In molti mercati, l’accoglienza di corpi meno “standard” si accompagna a una maggiore attenzione al benessere, ma resta frenata dall’egemonia estetica consolidata da decenni. Lo studio invita a guardare con più occhio critico, perché, nonostante qualche apertura, l’immagine del corpo “ideale” è ancora lontana da una rappresentazione fedele.
La vera sfida nei prossimi anni sarà far sì che i messaggi di inclusione si traducano in cambiamenti concreti nelle immagini di moda, superando resistenze culturali e di mercato, e proponendo finalmente un modello di bellezza più realistico e vario, in linea con i tempi che cambiano.