Trentuno anni, una vita intera passata a correre sulle piste. Poi, all’improvviso, la fine di Varenne, il gigante del trotto che ha segnato un’epoca. Dario De Angelis, proprietario dell’allevamento LJ di Eboli, racconta gli ultimi giorni del campione, quegli istanti che nessuno avrebbe voluto vedere. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto enorme, un silenzio pesante tra chi lo ha amato e seguito con passione. Ora, il suo ricordo troverà casa in un luogo speciale, un mausoleo unico nel panorama italiano del trotto, costruito proprio per custodire la leggenda di Varenne.
Gli ultimi giorni di Varenne all’allevamento di Eboli
Negli ultimi mesi Varenne ha ricevuto cure e attenzioni particolari. Nel box di 30 metri quadrati a Eboli, era alloggiato con ventilatori e un sistema di aerazione studiato per mantenere una temperatura costante, senza aria condizionata. Questo per evitare bruschi sbalzi termici che potessero nuocergli. Usciva solo di notte, quando il caldo si attenuava, per ridurre stress e garantirgli un po’ di pace.
La sua dieta era seguita da un nutrizionista che gli preparava cinque pasti al giorno, calibrati sulle sue esigenze da cavallo anziano. Veniva poi sottoposto a massaggi regolari per favorire la circolazione e alleviare i piccoli acciacchi dell’età. A vegliare su di lui c’era Giovanni Tortoriello, un collaboratore che ha rinunciato a molte ferie pur di non lasciarlo solo. Proprio la notte in cui Varenne è morto, si è accasciato addosso a Tortoriello, un momento che ha colpito profondamente chi gli stava vicino.
Un mausoleo per celebrare il campione
I proprietari e gli eredi di Enzo Giordano, storico padrone di Varenne, hanno affidato a De Angelis il compito di organizzare una sepoltura degna all’interno dello stesso allevamento. Qui nascerà un mausoleo che diventerà punto di ritrovo per gli appassionati e luogo di memoria permanente.
De Angelis ha scelto di evitare la cremazione. È stata chiesta una deroga alla ASL per procedere con una sepoltura privata, rispettando tutte le norme sanitarie. Nei prossimi giorni Varenne verrà tumulato nell’allevamento. La cerimonia sarà riservata e fissata per il mese prossimo. In seguito, la struttura sarà aperta al pubblico. L’ipotesi di imbalsamazione è stata scartata, ma si è già pensato a un monumento simbolico: una statua o un busto che racchiuda tutta la sua grandezza e renda omaggio al campione.
I legami di Varenne con gli altri animali dell’allevamento
Negli ultimi due anni a Eboli, Varenne ha stretto rapporti particolari con gli altri animali della struttura. Tra tutti, spiccava il legame con Perla Nera, una cavalla fattrice al di là del recinto. I due comunicavano con una complicità quasi umana, un’intesa che andava oltre il semplice contatto.
De Angelis racconta la mente brillante e la sensibilità fuori dal comune di Varenne, capace di adattarsi a ogni situazione. Il campione tollerava senza problemi la presenza di bambini e visitatori, mostrando una calma e un equilibrio rari. Anche i cani dell’allevamento erano suoi amici, e come tutti gli altri animali, godevano di lunghe passeggiate quotidiane su 50 ettari di terreno. Queste uscite erano fondamentali per mantenere attivi i muscoli e curare il benessere generale degli ospiti.
De Angelis: “Niente paragoni con altri miti dello sport”
De Angelis ha spesso espresso la sua sorpresa per l’intelligenza di Varenne, un cavallo capace di comunicare senza bisogno di parole. Aveva sperato che potesse vivere fino a cento anni, ma il destino ha voluto diversamente.
Tra i paragoni più frequenti c’è quello con Diego Maradona, ma De Angelis lo rifiuta con decisione. “Maradona aveva un rivale come Pelé, Varenne no. Nel trotto mondiale non ha mai avuto veri avversari”, spiega. La sua unicità resta insuperata, un primato che lo rende ancora più grande nel suo campo.
L’allevamento di Eboli si prepara così a diventare la casa definitiva di un mito che ha segnato la storia dell’ippica italiana e internazionale. Le iniziative in corso vogliono tenere vivo il ricordo di Varenne, offrendo agli appassionati un luogo dove celebrare un campione che è stato molto più di un semplice cavallo da corsa.