L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha acceso i riflettori su easyJet. L’accusa? Un modo poco chiaro di mostrare i costi per i bagagli in stiva, specialmente nelle tratte di andata e ritorno. A finire sotto la lente è la trasparenza – o meglio, la sua mancanza – durante la prenotazione online, sia sul sito sia sull’app. I passeggeri, si sospetta, potrebbero non sapere esattamente quanto pagheranno. Un’ombra che rischia di complicare i piani di viaggio di chi sceglie la compagnia low cost.
Secondo l’Antitrust, easyJet avrebbe messo a punto un sistema di acquisto online che mostra, durante la prenotazione, solo un prezzo medio per il trasporto bagagli riferito al viaggio completo di andata e ritorno. Questo modo di fare rende poco chiaro quanto si paga per ogni singola tratta: chi vuole sapere quanto costa solo la partenza o solo il ritorno deve fare un po’ di fatica.
Il problema più grosso è che la scelta predefinita è quella di acquistare il servizio per entrambe le tratte insieme, senza che l’utente debba selezionarla. Di fatto, il sistema propone questa opzione come unica e già spuntata, dando l’impressione che non ci siano alternative. Chi invece preferisce pagare solo per un tratto deve interrompere la procedura e modificare manualmente questa impostazione, con un passaggio aggiuntivo che può confondere o scoraggiare.
L’Autorità spiega che questa modalità può trarre in inganno chi prenota, perché non viene presentato un prezzo chiaro e distinto per ogni singola tratta, ma solo una media che non corrisponde sempre alle reali opzioni disponibili. Così chi acquista potrebbe pensare che il servizio cumulativo sia più conveniente o addirittura obbligatorio, mentre magari avrebbe voluto pagare solo per una tratta.
Il Codice del consumo italiano è chiaro: le informazioni ai consumatori devono essere trasparenti, semplici e non ingannevoli, come indicano gli articoli 20, 21, 22, 24 e 25. La scelta automatica dell’opzione “andata e ritorno” senza spiegazioni chiare può configurare una pratica commerciale scorretta. Per esempio, un passeggero che vuole solo il bagaglio in stiva all’andata si ritrova a dover cercare a fatica un prezzo “nascosto” e a compiere passaggi extra per cambiare la sua scelta.
L’Autorità aveva già invitato easyJet a modificare la procedura, con una sorta di richiamo amichevole . Ma la compagnia non ha dato seguito a questa richiesta, così è scattata l’istruttoria vera e propria.
Ora l’Agcm dovrà esaminare i dati, ascoltare le giustificazioni di easyJet e decidere se la compagnia ha violato le regole sulle pratiche commerciali scorrette. Un passaggio delicato che potrebbe portare a sanzioni o obblighi di cambiamento.
Nel frattempo, questa vicenda mette in luce quanto sia importante che le informazioni sui costi, soprattutto per i servizi accessori come il trasporto bagagli, siano chiare e immediate. Ogni passo della prenotazione online deve essere accompagnato da dati precisi e facili da capire, senza trucchetti che complicano la scelta e rischiano di ingannare il cliente.
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