A Celle San Vito, il borgo più piccolo della Puglia, si insegna il francoprovenzale ai turisti con un nuovo vocabolario

A Celle San Vito, un piccolo borgo nel cuore del Foggiano, il dialetto locale resiste al tempo che scorre veloce. Tra le pietre antiche delle case e le strade tranquille, prende forma la seconda edizione del vocabolario dedicato a questa parlata unica. Non si tratta solo di parole da mettere su carta: è un vero e proprio scrigno di cultura, un modo per tenere in vita storie e tradizioni che rischiano di dissolversi. Ogni voce raccolta è un filo che unisce passato e presente, un frammento vivo dell’identità di una comunità che non vuole dimenticare.

Celle San Vito, un patrimonio linguistico da difendere

Il vocabolario dialettale non è solo un documento da consultare, ma un vero e proprio scrigno di cultura. In questa nuova edizione, si punta a raccogliere ancora più vocaboli legati alla vita di tutti i giorni, agli usi, ai racconti popolari e alle tradizioni che animano il paese. Si lavora insieme agli anziani e ai giovani, per passare la memoria da una generazione all’altra e impedire che il dialetto cada nel dimenticatoio. Il materiale viene raccolto attraverso interviste, registrazioni audio e confronti continui per mantenere il più possibile fede agli usi locali.

In una regione come la Puglia, dove la globalizzazione spazza via le identità più piccole, questo vocabolario diventa un vero e proprio monumento linguistico. Tradurre i termini in italiano standard aiuta studiosi e appassionati a capire meglio, ma ogni parola è molto di più: è una testimonianza di vita, inserita nel contesto culturale che l’ha generata.

Parole che ritornano: il lavoro sul campo

Dietro questa seconda edizione c’è un lavoro di ascolto e dialogo con gli abitanti. I curatori hanno raccolto racconti, vecchie espressioni sopravvissute nelle famiglie o legate a mestieri tradizionali come l’agricoltura e l’artigianato. Parole che sembravano perdute sono tornate a vivere grazie a chi ha voluto conservare il ricordo della propria infanzia.

Le voci sono ordinate per temi, dall’agricoltura alla cucina, dai proverbi ai termini religiosi. Ogni lemma è spiegato con cura e accompagnato da esempi tratti dalla parlata locale, così il vocabolario diventa uno strumento vivo e accessibile, non un freddo elenco. La digitalizzazione di gran parte del materiale renderà possibile diffonderlo anche tra chi non vive più a Celle San Vito, ma vuole mantenere il legame con le proprie radici.

Il progetto ha trovato sostegno tra istituzioni e finanziamenti locali, fondamentali per portare avanti questo lavoro complesso ma prezioso, che punta a fissare nella memoria collettiva il patrimonio linguistico della comunità.

Il dialetto torna a vivere: impatto e futuro

Il rinnovo e l’ampliamento del vocabolario hanno acceso nuovo interesse verso il dialetto, soprattutto tra i giovani e chi è emigrato. Si moltiplicano iniziative nelle scuole e nelle associazioni culturali, con incontri pubblici e laboratori che trasformano la tradizione in esperienza concreta e partecipata.

Il ruolo dei giovani è centrale nella tutela di questo patrimonio. Il vocabolario è un punto di partenza per educare alla cultura locale e mantenere viva l’identità in un mondo che cambia in fretta. Senza dimenticare l’aspetto turistico: valorizzare il dialetto significa mostrare al visitatore il fascino autentico di Celle San Vito.

Nel prossimo futuro è previsto un aggiornamento continuo del vocabolario, con l’inserimento di nuove parole e neologismi che raccontino i cambiamenti quotidiani. Questo lavoro, frutto di uno sforzo collettivo, dimostra come anche i piccoli centri possano difendere e promuovere la propria cultura, portandola avanti con forza e autenticità nel 2024.

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