Terremoto Indonesia magnitudo 7.7: 38 morti, Tajani rassicura su italiani coinvolti

Un boato improvviso ha squarciato il silenzio della mattina del 14 agosto 2026 nell’Indonesia orientale. Un terremoto di magnitudo 7.7 ha scosso violentemente il mare al largo dell’isola di Flores, una terra che conosce bene il lato oscuro della cosiddetta cintura di fuoco del Pacifico. Almeno 38 persone hanno perso la vita, mentre le case e le infrastrutture mostrano i segni di un colpo durissimo. Nel frattempo, l’allerta tsunami è scattata immediatamente, costringendo migliaia di abitanti a lasciare le proprie case in fretta e furia.

Il sisma nel distretto di Flores: epicentro e intensità

Secondo l’US Geological Survey , la magnitudo è stata di 7.7. L’epicentro è stato individuato a soli 68 chilometri dalla città di Ende, capoluogo della provincia di Nusa Tenggara Orientale. Questa zona è una delle più attive al mondo dal punto di vista geologico, dove diverse placche tettoniche si incontrano e si scontrano.

La scossa, avvenuta a bassa profondità, ha amplificato gli effetti sulla superficie. Il terreno ha tremato con violenza, facendo crollare case e infrastrutture soprattutto lungo la costa. Molti edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati nei paesi vicini all’epicentro. Il terreno instabile ha anche innescato frane nelle colline circostanti, complicando le operazioni di soccorso.

Allerta tsunami: le prime reazioni e gli interventi

Dopo il terremoto, l’Agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica ha emesso un’allerta tsunami. Le onde previste potevano raggiungere da mezzo metro fino a tre metri, spingendo le autorità a evacuare in fretta le zone costiere a rischio. Centinaia di persone si sono spostate verso l’entroterra nelle ore successive.

Particolare attenzione è stata dedicata alle comunità di Maumere e alla reggenza di Nagekeo, dove la popolazione ha seguito le indicazioni senza esitazioni. Le immagini trasmesse dalle televisioni mostrano frotte di persone in fuga e case lesionate, testimonianze chiare della potenza del sisma. Alla fine, le onde sono arrivate modeste, tra i 19 e i 30 centimetri, senza causare danni significativi. Ma la prudenza è stata fondamentale per evitare guai peggiori.

Evacuazioni immediate: l’appello delle autorità

Le autorità locali hanno insistito sull’importanza di mettere in sicurezza chi vive lungo la costa di Flores. Abdul Muhari, funzionario della BNPB, l’agenzia nazionale per la gestione delle emergenze, ha ribadito l’urgenza di lasciare subito le aree a rischio. Ha spiegato che la gente doveva allontanarsi di almeno due chilometri verso l’interno o cercare rifugio in zone collinari sopra i 10 metri di altitudine.

L’ordine ha riguardato sia le comunità sulla costa settentrionale, sia quelle a sud e sulle isole vicine. Questa strategia di evacuazione è risultata decisiva per garantire la sicurezza, soprattutto considerando che le infrastrutture erano danneggiate e rendevano difficile l’intervento rapido dei soccorsi. La comunicazione tempestiva ha aiutato a organizzare gli spostamenti e a contenere il numero di feriti.

Nuova forte scossa a Sumatra il 15 agosto

Il giorno dopo, 15 agosto, nel primo pomeriggio ora italiana, un’altra scossa ha colpito l’Indonesia, questa volta sull’isola di Sumatra. Il terremoto ha raggiunto una magnitudo di 6.9, con epicentro a 126 chilometri a sudest di Medan, il capoluogo locale. Anche questa scossa è stata confermata dall’USGS, aumentando l’allerta nel paese.

Per ora non si registrano danni gravi né vittime legate a questo secondo evento. Le autorità e la popolazione restano però in stato di massima attenzione, pronti a intervenire in caso di nuove emergenze. Questo nuovo episodio ha riportato sotto i riflettori la fragilità della regione di fronte ai movimenti della terra.

Il governo italiano: solidarietà e assistenza agli italiani in Indonesia

In risposta ai terremoti, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso vicinanza al popolo indonesiano, assicurando che al momento non risultano italiani coinvolti nelle tragedie. Il ministero mantiene contatti costanti con l’ambasciata di Giacarta, pronta a fornire aiuto a chiunque tra i connazionali abbia bisogno o voglia lasciare la zona.

Sono stati diffusi numeri di telefono per facilitare le comunicazioni in caso di emergenza. Le autorità diplomatiche restano pronte a intervenire, lavorando insieme alle autorità locali per gestire la situazione e proteggere i cittadini italiani presenti nel paese.

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