Due settimane senza notizie, due ragazze di 12 e 16 anni scomparse nel nulla da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia de L’Aquila. Sarah e Alysia si erano fatte quasi invisibili, eppure non erano lontane come si pensava. Sono state trovate in un appartamento a Formia, un luogo lontano dagli occhi di chi le cercava con ansia. Non erano rinchiuse, né segregate. Condividevano la vita con una donna anziana, una parente lontana della loro mamma, in una casa che racconta una quotidianità fatta di piccoli dettagli: quadri sacri alle pareti, statue di santi e una tapparella sempre abbassata, quasi a voler nascondere un mondo silenzioso, fatto di abitudini e silenzi.
Formia, la casa del ritrovamento: tra semplicità e fede
L’appartamento dove le sorelle sono state trovate si trova a Formia, non lontano dalla casa dello zio materno. Gli investigatori hanno passato al setaccio una camera da letto matrimoniale, un bagno con vasca e una piccola stanza con un letto singolo senza materasso. L’ambiente è modesto, con pochi mobili, ma ciò che colpisce è la forte presenza di simboli religiosi. Un crocifisso domina la parete della camera matrimoniale, accanto a una statuetta della Madonna, e ai muri pendono due quadri con immagini sacre.
Sono proprio questi oggetti a dare un’impronta alla casa, un rifugio che non si può certo definire freddo o vuoto. Curioso il fatto che Sarah e Alysia passassero ore davanti al telegiornale. La donna che le ospitava ha raccontato come le ragazze seguissero con attenzione le notizie, probabilmente consapevoli di essere al centro di un caso che scuoteva l’opinione pubblica. La tapparella quasi sempre abbassata segnala il desiderio di non farsi notare, ma non una vera prigionia.
La donna anziana e le indagini: i controlli dei carabinieri nelle case popolari
La signora anziana con cui vivevano Sarah e Alysia è indagata a piede libero. Parente lontana della madre delle ragazze, per ora non ci sono prove che abbia avuto un ruolo diretto nella loro sparizione. Ai carabinieri ha detto di non sapere nulla, una posizione che sembra più una difesa che un’ammissione.
Questa mattina , i carabinieri hanno effettuato controlli approfonditi in tre scale di case popolari Ater nello stesso quartiere di Formia dove si trova l’appartamento. Le scale – identificate come L , I e M, tutte nel lotto 8 – sono state ispezionate con cura. Particolare attenzione è stata riservata alla scala L, dove abita una persona con lo stesso cognome della madre delle ragazze. Gli investigatori sono tornati più volte, trattenendosi a lungo per raccogliere informazioni e testimonianze. Questi sopralluoghi sono un pezzo importante delle indagini, ancora aperte.
Due sorelle attente al mondo esterno, ma isolate
Dal racconto che emerge, Sarah e Alysia sembrano aver saputo bene di essere al centro di una storia che faceva rumore. Passavano molte ore davanti alla televisione, seguendo i telegiornali che parlavano proprio di loro. Un atteggiamento che racconta di due ragazze sveglie, in contatto con la realtà, anche se in una condizione di isolamento parziale.
La casa, con le sue statue e quadri religiosi, parla di una dimensione familiare fatta di affetti e di una calma apparente. Non sorprende, dunque, che la tapparella fosse quasi sempre abbassata: un modo per tenere lontano gli occhi indiscreti, non un segno di chiusura forzata. In quel luogo, Sarah e Alysia hanno vissuto due settimane senza che nessuno riuscisse a intercettarle, mentre altrove cresceva il dolore e la ricerca di parenti, giornalisti e volontari.
Indagini in corso, domande aperte
Restano molti dubbi sul perché le ragazze abbiano passato così tanto tempo lontane dalla casa famiglia e dai loro tutori. Il caso si è subito trasformato in una vicenda che intreccia famiglie, società e questioni civili. L’intervento continuo dei carabinieri nelle case popolari dimostra la volontà di ricostruire tutta la rete di persone intorno alle ragazze.
La prossima fase delle indagini punterà a fare luce sul ruolo della donna anziana e di altre figure coinvolte, con testimonianze più approfondite di vicini e parenti. L’ambiente religioso che circonda la casa sembra un indizio importante, forse la chiave per capire certe scelte. Intanto, Sarah e Alysia sono tornate alla loro vita, fuori da quel silenzio. Ma resta la domanda: cosa è davvero successo in quelle settimane dietro quella tapparella abbassata?





