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Vovan & Lexus beffano ancora: nuovo scherzo sulla Biennale Venezia coinvolge la Russia e la UE

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Redazione

A novembre 2023, Vovan e Lexus hanno conquistato le prime pagine fingendosi leader africani per ingannare Giorgia Meloni. Il duo comico russo non si ferma: questa volta il loro scherzo ha preso di mira Henna Virkunnen, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea. Si sono spacciati per Petro Poroshenko, ex presidente ucraino, per entrare nel vivo di una controversia che riguarda la Biennale di Venezia e i delicati rapporti tra Europa e Russia. Un’azione che scuote ancora una volta il fragile equilibrio politico attorno a uno degli eventi artistici più importanti del continente.

La nuova beffa tra arte e politica europea

A dicembre 2023, Vovan e Lexus hanno colto il momento di tensione intorno alla partecipazione russa alla Biennale di Venezia per mettere alla prova Henna Virkunnen. La vicepresidente della Commissione UE aveva espresso dubbi chiari sulla presenza della Russia alla manifestazione, in un clima politico già teso per via del conflitto in Ucraina. Nel loro scherzo telefonico, i due si sono presentati come Poroshenko, sfruttando la notorietà dell’ex presidente ucraino per rendere più credibile la messinscena.

L’obiettivo era chiaro: seminare confusione e far discutere su un evento internazionale di grande rilievo come la Biennale, ma anche sulle posizioni europee nel gestire rapporti culturali e politici con Mosca. La scelta di Virkunnen non è casuale: la sua presa di posizione contro la partecipazione russa aveva acceso un acceso dibattito sulle sanzioni culturali e sulle strategie di soft power nel contesto del conflitto.

Scherzi calibrati: la tecnica di Vovan e Lexus

Il duo ha affinato un metodo preciso: usa identità di spicco per ingannare personaggi pubblici e istituzionali di alto livello. Dietro la satira c’è una strategia ben studiata, che punta non solo a far parlare di sé, ma anche a mettere in luce contraddizioni e fragilità politiche. Le telefonate sono lunghe, dettagliate, e spesso fanno cadere in trappola anche chi è abituato a dialoghi diplomatici.

Nel caso di Meloni, fingendosi leader africani, avevano già mostrato come la pressione esercitata da interlocutori apparentemente autorevoli possa condizionare dichiarazioni e scelte. Ora, riproponendo la stessa formula con la vicepresidente della Commissione, rilanciano con un colpo provocatorio, toccando temi di portata internazionale.

La scelta di impersonare un’icona politica ucraina non è casuale, soprattutto in un momento in cui l’Unione Europea cerca di mantenere un fronte compatto con Kiev, mentre si discute su come trattare la Russia nei circuiti culturali internazionali. Questi scherzi mettono in luce le tensioni non solo a livello diplomatico, ma anche nel mondo della cultura.

Biennale di Venezia, Russia e polemiche

La Biennale d’arte di Venezia 2023 è stata al centro di una vera e propria disputa politica. L’ammissione della Russia ha scatenato critiche da più parti in Europa, preoccupate dal messaggio che un coinvolgimento culturale potrebbe lanciare nel pieno della guerra in Ucraina. Henna Virkunnen si era schierata apertamente contro questa partecipazione, diventando un simbolo di un’opposizione più ampia all’ingresso della Russia in eventi di prestigio.

Le reazioni sono state contrastanti: da chi ha invocato la separazione tra arte e politica, a chi invece ha sottolineato l’importanza di mantenere sanzioni culturali come leva di pressione su Mosca. È in questo clima che Vovan e Lexus hanno infilato il loro scherzo, sfruttando una situazione delicata per tornare a far parlare di sé.

Il dibattito attorno alla Biennale mostra quanto sia complicato bilanciare libertà artistica e scelte politiche a livello europeo. Le mosse dei due comici si inseriscono proprio in questo intreccio di interessi e posizioni, mettendo sotto la lente chi guida le istituzioni coinvolte.

Scherzi con eco politica: cosa ci dicono

Dietro gli scherzi di Vovan e Lexus c’è più di un semplice gioco. Rientrano in un filone di operazioni mediatiche pensate per influenzare opinioni pubbliche e decisioni politiche. Il video diffuso da Open ripercorre la telefonata che ha dato vita all’ultimo scherzo, mostrando la capacità di questi due di attirare l’attenzione sulle tensioni diplomatiche tra Europa e Russia.

Anche se sono azioni di intrattenimento, fanno riflettere sulle debolezze nelle comunicazioni ufficiali e sulle dinamiche di potere che si esprimono anche fuori dai tradizionali ambiti militari o economici. Sono uno specchio dei tempi, in cui il confronto con la Russia si sposta anche nel campo culturale, terreno di scontri e negoziazioni.

Il fatto che abbiano scelto un alto funzionario europeo come Henna Virkunnen non è un caso: vogliono mostrare come anche le istituzioni europee possano essere bersaglio di pressioni e propaganda come quelle messe in campo da questi comici russi. Nel 2024, i loro interventi continuano a farsi sentire, alimentando dibattiti e guadagnandosi uno spazio nel panorama delle notizie internazionali.

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