Traghetto si capovolge a Cipro Nord: almeno morti tra 270 passeggeri, in corso le ricerche

Il traghetto è affondato a pochi chilometri dalla costa di Kyrenia, nel Nord di Cipro, con circa 270 persone a bordo. L’allarme è scattato quando l’imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua, poi si è ribaltata. La guardia costiera, insieme a ambulanze ed elicotteri, si è subito mobilitata per salvare chi si trovava in mare. La situazione resta critica, con un bilancio ancora pesante e incerto.

Naufragio a mezzogiorno: la risposta immediata

L’allarme è scattato intorno alle 12:10 del 30 agosto, pochi minuti dopo la partenza dal porto di Kyrenia, città guidata dal sindaco Murat Senkul. Il traghetto ha segnalato un’infiltrazione d’acqua che minacciava la sua stabilità, a circa tre miglia a nord della costa cipriota, in acque internazionali sotto il controllo de facto della Repubblica Turca di Cipro Nord. Le prime immagini trasmesse dalle tv locali mostrano il traghetto capovolto, con decine di passeggeri aggrappati allo scafo, indossando giubbotti salvagente. Scene drammatiche che hanno spinto a un intervento immediato: elicotteri della guardia costiera, motovedette e imbarcazioni civili coordinate per massimizzare i soccorsi. A terra, ambulanze e mezzi di soccorso sono pronti vicino alla spiaggia più vicina per assistere i feriti.

Soccorsi in corso: i numeri ancora incerti

Il ministro dei Trasporti della Repubblica Turca di Cipro Nord, Erhan Arikli, ha fatto sapere che oltre cento persone sono già state salvate e portate a terra. Ma il numero preciso di superstiti e vittime è ancora difficile da stabilire. Il sindaco di Kyrenia ha confermato che finora sono stati individuati 159 passeggeri, ma ha sottolineato che la situazione resta critica. Anche l’ambasciatore turco a Nicosia, Ali Murat Basceri, ha parlato di vittime, senza però fornire cifre ufficiali, lasciando intuire un bilancio pesante. Le autorità sanitarie locali assicurano che tutte le risorse sono state messe in campo per garantire un intervento rapido e adeguato.

Un collegamento strategico nel Mediterraneo

Il traghetto copriva la tratta tra Girne e Taşucu, porto nella provincia turca di Mersin. Un percorso molto frequentato, sia da passeggeri che da merci, fondamentale per collegare il nord di Cipro alla Turchia continentale. La Repubblica Turca di Cipro Nord, riconosciuta solo dalla Turchia, mantiene strette relazioni con Ankara, che controlla l’area dal 1974 dopo l’intervento militare. La tragedia colpisce quindi non solo per la sua drammaticità, ma anche per le ripercussioni sulle comunicazioni marittime in una zona politicamente delicata, dove il traffico navale è vitale per l’economia e la vita quotidiana.

Le difficoltà di un soccorso in acque contese

L’operazione di salvataggio è resa più complicata dalla situazione politica e geografica dell’area. Il naufragio è avvenuto in acque controllate dall’autorità turco-cipriota, con risorse limitate rispetto a quelle di uno Stato riconosciuto a livello internazionale. Serve quindi un coordinamento stretto con Ankara e l’uso efficiente dei mezzi navali e aerei messi a disposizione dalla Turchia. Inoltre, la partecipazione di imbarcazioni private ha aumentato le possibilità di recupero, ma ha anche complicato la gestione dei soccorsi. Le condizioni del mare e l’instabilità del traghetto, a causa dell’infiltrazione d’acqua, hanno reso le ricerche ancora più delicate. Sulla costa è stato allestito un posto medico avanzato per accogliere i feriti e garantire cure tempestive, fondamentale per limitare i danni di questa tragedia.

Il bilancio delle vittime e dei superstiti è ancora in aggiornamento mentre i soccorsi continuano senza sosta, in un clima di forte apprensione per familiari e autorità. Le immagini del traghetto rovesciato resteranno un duro ricordo di quanto accaduto al largo di Kyrenia il 30 agosto 2026.

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