Cinquantamila euro bloccati su un conto in Tunisia. È questa la nuova mossa della procura generale di Torino nel caso che vede coinvolto Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a quasi quindici anni per la morte di due rapinatori e il ferimento di un terzo. Il sequestro conservativo riguarda un conto intestato a lui e alla moglie, Mariangela Sandrone, e ha lo scopo di garantire i fondi necessari per le spese legali e per il risarcimento alle vittime. Un risarcimento che, secondo le famiglie colpite, ancora non è arrivato, nonostante la sentenza definitiva della Cassazione. La vicenda, dunque, resta aperta e tesa.
I movimenti sospetti sul conto erano già sotto la lente da tempo. La Guardia di Finanza, ancor prima del processo d’appello, aveva notato un bonifico anomalo verso un conto all’estero. Quel trasferimento, inizialmente pensato per un comitato di sostegno a copertura delle spese legali e risarcitorie, è stato invece indirizzato verso la Tunisia. Questa stranezza ha fatto scattare l’allarme e il tribunale del Riesame ha imposto a Roggero il divieto di lasciare il paese, una misura che testimonia i timori su possibili tentativi di nascondere il denaro.
La Procura generale ha chiarito che i 50 mila euro arrivano da un bonifico effettuato dal conto del comitato #iostoconmarioroggero verso un conto tunisino, intestato congiuntamente a Roggero e alla moglie. Il sequestro conservativo serve a garantire che quella somma rimanga disponibile per le spese di giustizia. Quel trasferimento risale a un periodo precedente al processo d’appello, segno che la gestione dei fondi è avvenuta mentre i giudizi erano ancora in corso.
La vicenda mette in luce quanto il controllo dei movimenti finanziari sia fondamentale in indagini di alto profilo. I magistrati hanno usato questo strumento per bloccare risorse che altrimenti potrebbero sparire, in attesa di definire con precisione i risarcimenti dovuti. Oltre al sequestro, l’intervento risponde anche alle polemiche di alcune parti, chiarendo che quei soldi non possono essere spesi fino a quando la situazione non sarà del tutto chiarita.
La questione dei risarcimenti alle famiglie dei rapinatori uccisi è al centro della vicenda. Il tribunale di Asti ha condannato Roggero a versare un acconto di 480 mila euro ai 14 familiari delle due vittime e al terzo rapinatore ferito. Questa somma provvisoria è stata confermata anche in appello, con la sentenza che ha ribadito l’obbligo di risarcire i danni morali e materiali subiti dai parenti e le lesioni del sopravvissuto.
In totale, le provvisionali iniziali ammontavano a 780 mila euro, con cifre che variano da 10 a 60 mila euro per ciascuno dei familiari riconosciuti come parti civili. Roggero aveva già versato 300 mila euro come anticipo durante l’udienza preliminare. Restano quindi quasi mezzo milione da saldare, che rappresenta il nodo centrale della battaglia economica in corso.
Il procedimento civile, distinto da quello penale, dovrà stabilire con precisione l’importo finale dei risarcimenti. Sarà quello il momento decisivo per definire quanto Roggero dovrà ancora pagare. Intanto, il sequestro conservativo dei fondi sul conto estero impedisce qualsiasi uso di quei soldi, offrendo una garanzia concreta alle vittime e ai loro familiari.
Non ci sono solo i familiari delle vittime decedute tra le parti lese, ma anche il terzo rapinatore ferito nella sparatoria, Alessandro Modica. Quest’ultimo ha patteggiato una pena di 4 anni e 10 mesi per tentato omicidio; il processo penale si è concluso e la pena è stata scontata. Assistito dall’avvocata Carla Montarolo, Modica ha ottenuto una provvisionale decisamente più bassa rispetto a quella riconosciuta ai parenti delle vittime.
La somma assegnata a Modica è di 10 mila euro. Questa cifra, inferiore rispetto agli altri risarcimenti, riflette il suo diverso ruolo di vittima e parte civile nel procedimento. Rappresenta un anticipo che potrà essere oggetto di ulteriori contestazioni nel processo civile.
La Procura generale ha puntato i riflettori anche su questi dettagli economici, evidenziando quanto sia complesso il calcolo delle somme da liquidare. Questo non è solo un caso penale per omicidio e tentato omicidio, ma una vertenza complessa di responsabilità civile e risarcimenti, che i magistrati stanno seguendo con attenzione.
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