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Quando aprire la Partita IVA per evitare controlli del Fisco

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Valentina Trogu

Quando arriva il momento di regolamentare la propria attività con il Fisco è bene sapere ogni dettaglio sull’apertura della Partita IVA.

Anche le piccole attività possono richiedere l’apertura della Partita IVA nel momento in cui si supera una determinata soglia reddituale. Bisogna capire quando conviene oltrepassare tale soglia in materia di costi e benefici.

Partita IVA. quando arriva il momento di aprirla (Cityzen.it)

Effettui ripetizioni private online o in presenza in modo continuativo? Collabori con blog per la stesura di articoli? Svolgi attività di consulenza? Seppur i guadagni sono altalenanti e le prospettive future incerte, il Fisco può richiedere l’apertura della Partita IVA per pagare le tasse su quanto si guadagna e accumulare contributi. In generale, l’obbligo si rivolge a chi svolge attività d’impresa e a chi svolge attività di lavoro autonomo intellettuale in modo abituale.

Se prevale l’occasionalità, invece, non si è obbligati ad aprire la Partita IVA. Viene considerato lavoro occasionale un’attività svolta per non più di trenta giorni all’anno in collaborazione con uno stesso committente. Il limite reddituale da rispettare, poi, è di 5 mila euro lordi in un anno. Superando questa cifra occorrerà iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare i contributi sull’eccedenza dei 5 mila euro. Ma torniamo a chi si trova costretto ad aprire una Partita IVA.

Guida all’apertura di una Partita IVA

La Partita Iva si può aprire online tramite Fisconline o avvalendosi dell’aiuto di un commercialista oppure rivolgendosi direttamente all’Agenzia delle Entrate. L’apertura è gratuita ma ci sono diversi costi da inserire nelle spese come l’iscrizione alla Camera di Commercio (18 euro di diritti di segreteria, 57 euro di diritto camerale, 17,50 euro di marca di bollo) oppure agli Albi dei liberi professionisti.

Informazioni sull’apertura della Partita Iva (Cityzen.it)

Per chi inizia un’attività la scelta ricade sul regime forfettario con tassazione agevolata del 5%. Non si potranno scaricare le spese professionali come avviene nel regime ordinario ma si risparmierà sulle tasse. La Partita IVA forfettaria è associata ad un Codice ATECO e ad un coefficiente di redditività in base al quale si calcola il totale deducibile dai ricavi lordi.

Tra gli obblighi previsti citiamo la fatturazione elettronica, il pagamento di tasse e contributi, la marca da bollo di 2 euro sulle fatture che superano i 77,47 euro, la numerazione e conservazione delle fatture di acquisto per minimo dieci anni, l’iscrizione al VIES per operare in Europa. L’imposta del 5% viene applicata per i primi cinque anni di attività, poi si passa al 15%. Non si pagano IVA, IRPEF né addizionali. Per rimanere all’interno del regime forfettario occorrerà avere un fatturato annuo inferiore a 85 mila euro.

Valentina Trogu

Giornalista pubblicista, Web content writer, scrittrice e mediatrice familiare. Laureata in sociologia-analisi delle politiche sociali. Mi occupo della stesura di articoli toccando varie tematiche tra cui economia, salute, tecnologia, attualità. In questo modo posso coltivare la mia passione per la scrittura e cercare di rendere fruibili le informazioni ad un maggior numero di persone.

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