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In pensione c’è un momento perfetto per inviare la domanda, calcola in questo modo

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Valentina Trogu

Come capire quando è il momento giusto per il pensionamento? Bisogna calcolare l’età giusta per non perdere soldi sull’assegno.

A volte il pensionamento anticipato ha conseguenze economiche importati che devono essere valutare con attenzione prima di inoltrare domanda di accesso ad uno scivolo pensionistico.

Quando è il momento di andare in pensione? (Cityzen.it)

Capiamo perfettamente la voglia per tanti lavoratori di lasciare la propria occupazione prima dei 67 anni. Si può essere stanchi fisicamente e psicologicamente e non riuscire più a gestire l’attività lavorativa, la famiglia, gli hobby in maniera efficace. Quando l’età avanza si vorrebbe godere solo del meritato riposo dopo una vita di sveglie, obblighi, responsabilità. Il desiderio di accesso ad una pensione anticipata per non dover più andare a lavorare, però, non deve offuscare il ragionamento e le possibili ripercussioni economiche della scelta.

Un conto è avere un assegno di 5 o 6 mila euro. Se anche si dovessero togliere 500 euro non sarebbe un gran danno. Ma quando la pensione ha un importo di partenza già basso prendere anche solo 100 euro in meno potrebbe rivelarsi un errore. E gli scivoli di pensionamento anticipato che prevedono un taglio sull’assegno sono praticamente tutti.

Il momento giusto per la pensione, come calcolarlo

Tutte le forme di pensionamento anticipato riducono l’assegno finale anche solo per il fatto che l’età inferiore rispetto ai 67 anni prevede l’applicazione di un coefficiente di trasformazione più basso (nel sistema contributivo) oppure per il minor accumulo dei contributi. L’ideale, dunque, sarebbe uscire con la pensione di vecchiaia (67 anni di età e minimo 20 anni di contributi). Dato che i contributi hanno un ruolo fondamentale nel calcolo dell’assegno va da sé che accumularne il più possibile fa crescere l’importo della pensione.

C’è un momento giusto per andare in pensione? (Cityzen.it)

Andare in pensione con 40 anni o più di contributi è molto differente dall’averne solo 30. Il taglio dell’assegno sarà consistente e da valutare con attenzione. Abbiamo, poi, accennato ai coefficienti di trasformazione. Questi sono applicati al montante contributivo nel sistema di calcolo contributivo. Variano in base all’età di uscita dal mondo del lavoro del richiedente la pensione. Più l’età è alta maggiore sarà il coefficiente di riferimento è più elevato sarà l’importo dell’assegno. A 67 anni il coefficiente applicato sarà del 5,723% mentre a 65 anni, per esempio, del 5,352%.

Alcuni scivoli, poi, contengono altre penalizzazioni per chi intende lasciare in anticipo il mondo del lavoro. Quota 103 e Opzione Donna, ad esempio, prevedono che il lavoratore utilizzi il sistema di calcolo contributivo (svantaggioso rispetto a quello retributivo o misto) indipendentemente da quando si sono iniziati a versare i contributi. Ciò può significare un ulteriore taglio sull’assegno dal 10 al 30%.

Valentina Trogu

Giornalista pubblicista, Web content writer, scrittrice e mediatrice familiare. Laureata in sociologia-analisi delle politiche sociali. Mi occupo della stesura di articoli toccando varie tematiche tra cui economia, salute, tecnologia, attualità. In questo modo posso coltivare la mia passione per la scrittura e cercare di rendere fruibili le informazioni ad un maggior numero di persone.

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