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Fossacesia, uomo in coma dopo aver difeso il figlio in una lite: avviato l’accertamento della morte cerebrale

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Redazione

Una notte di violenza ha spezzato la quiete sul lungomare di Fossacesia. Diomede Barchiesi, 50 anni, ha pagato con la vita il tentativo di difendere il figlio da una lite tra giovani. Un colpo violento l’ha fatto cadere a terra, la testa ha sbattuto contro l’asfalto con violenza. È stato soccorso subito, portato d’urgenza a Pescara, ma le sue condizioni restano gravissime. Ora è in coma, e si attende l’esito delle procedure per accertare la morte cerebrale. Nel frattempo, un ragazzo di 18 anni di Lanciano è indagato per l’aggressione.

La lite che è degenerata: il padre che ha cercato di proteggere il figlio

Tutto è iniziato poco dopo mezzanotte di domenica, quando il figlio di Barchiesi, anche lui 18enne, ha avuto un acceso confronto con alcuni coetanei sul lungomare. La discussione è degenerata rapidamente. Vedendo la situazione sfuggire di mano, il padre è intervenuto per difendere il ragazzo. Ma quel tentativo è finito male: secondo i testimoni, un giovane di 18 anni ha sferrato un pugno violentissimo che ha fatto cadere Diomede a terra.

L’impatto è stato terribile: la testa di Barchiesi ha sbattuto con forza sull’asfalto, provocando un grave trauma cranico. I presenti hanno subito chiamato i soccorsi, e l’uomo è stato portato d’urgenza all’ospedale di Pescara. La violenza improvvisa della colluttazione ha sconvolto chi era lì: un episodio di rara brutalità in una zona solitamente frequentata da famiglie e ragazzi.

Le ore decisive in ospedale: il lento calvario verso la morte cerebrale

Appena arrivato in ospedale, le condizioni di Barchiesi sono apparse subito critiche. I medici neurochirurghi hanno operato d’urgenza per cercare di limitare i danni cerebrali. Ma nonostante le cure intensive, la situazione neurologica non è migliorata, anzi è rimasta stabile o addirittura peggiorata.

Nel corso della giornata, l’Asl Abruzzo ha comunicato l’avvio del periodo di osservazione previsto per accertare la morte cerebrale. Si tratta di un iter molto rigoroso che prevede una serie di esami clinici e strumentali ripetuti per verificare l’irreversibile cessazione di tutte le funzioni cerebrali, compreso il tronco encefalico. Se i risultati confermeranno questo quadro, verrà dichiarato il decesso. È un momento delicatissimo, il confine ultimo tra la vita e la perdita completa di ogni attività cerebrale.

Il percorso medico è doloroso e impegnativo, con continui controlli da parte degli specialisti. L’ospedale, mantenendo il massimo riserbo per rispetto della famiglia, tiene aggiornati anche gli inquirenti sull’evoluzione del quadro clinico.

Indagini in corso: il giovane di Lanciano nel mirino

Le forze dell’ordine hanno subito preso in mano la situazione, cercando di ricostruire ogni passaggio della lite e della rissa scoppiata sul lungomare. Il principale sospettato è un ragazzo di 18 anni di Lanciano. Per lui è stato aperto un fascicolo con l’ipotesi di lesioni personali gravissime, causate da un pugno. La posizione resta al vaglio degli inquirenti.

Gli avvocati del giovane hanno chiesto di evitare giudizi affrettati, sottolineando la necessità di un’indagine serena e senza pressioni. Hanno espresso vicinanza e solidarietà alla famiglia di Barchiesi, definendo quella notte «una tragedia che ha colpito due famiglie». Il loro appello è chiaro: rispetto per tutte le parti coinvolte, soprattutto in questa fase così delicata.

La comunità sotto choc: solidarietà e riflessioni dopo il dramma

La notizia ha scosso profondamente Fossacesia e i dintorni. Diomede Barchiesi era una persona conosciuta e stimata: nato ad Altino e impiegato alla Stellantis di Atessa, era appassionato di ciclismo e benvoluto da chi lo conosceva.

Il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, ha espresso il suo cordoglio alla famiglia e ha promesso di intensificare controlli e iniziative educative per i giovani, per evitare che episodi simili tornino a verificarsi.

Anche Lanciano ha vissuto momenti di tensione, con molti che si sono stretti attorno al ragazzo indagato e alle conseguenze di quella notte fatale. La vicenda ha avuto risonanza nazionale, con messaggi di solidarietà da parte di personaggi pubblici come il cantante Lorenzo Jovanotti, che in un video ha ricordato la passione per la bici di Diomede.

Ora resta la speranza che Diomede possa migliorare, ma intanto la comunità si stringe nel dolore e nel sostegno alle due famiglie coinvolte in questa drammatica vicenda estiva.

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