Vuoi lasciare in eredità la tua casa? Ecco cosa devi sapere: successione o donazione. Cosa è meglio fiscalmente.
Quando i genitori diventano anziani e magari hanno fatto molti sacrifici per comprare una casa, cominciano a pensare quale sia il modo migliore per lasciare tutto ai propri figli, la domanda è sempre la stessa è meglio fare una donazione o lasciarla in eredità? Il motivo è anche fiscale, vogliono fare in modo che i figli non si trovino a pagare molte tasse su in immobile che è già stato supertassato! Bisogna quindi capire da questo punto di vista cosa convenga di più tra le due opzioni.
Quando qualcuno vuole trasferire un suo bene ad un altro, può fare un atto di donazione o il testamento: nel primo caso il soggetto beneficiato entra in possesso della proprietà immediatamente mentre nel secondo caso avverrà dopo il decesso del donatore. La donazione ha un iter piuttosto facile: bisogna recarsi dal notaio alla presenza di due testimoni e se non si vuole perder possesso della proprietà immediatamente il donante può riservarsi l’usufrutto, può cioè viverci fino alla morte. Il testamento è l’altro modo per lasciare i propri beni ai figli o a chi si voglia.
Il testamento può essere olografo, scritto e conservato dal testatore stesso o pubblico cioè redatto davanti ad un notaio e conservato da quest’ultimo. A livello di tassazione più o meno le due tipologie si equivalgono: bisogna pagare un’imposta di registro pari al 9% che scende al 4% se si tratta di prima casa; c’è inoltre un’imposta di successione e donazione il cui importo varia a seconda del grado di parentela. Vediamo quali sono le aliquote per i diversi gradi di parentela:
Naturalmente bisogna aggiungere alle imposte anche il pagamento dell’onorario del notaio che è necessario alla stesura di entrambi gli atti. La donazione quindi e la successione hanno costi praticamente simili.
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