«Critiche», così i medici descrivono le condizioni del cardinale Camillo Ruini, 95 anni appena compiuti a febbraio. Da giorni non lascia la sua casa: rifiuta il ricovero in ospedale, preferendo l’assistenza continua di medici e infermieri che gli somministrano ossigeno. La fragilità del quadro clinico si accentua se si pensa al recente ricovero di settembre, quando aveva affrontato problemi renali dai quali sembrava essersi ripreso. Ora, però, la sua salute torna a preoccupare seriamente.
Nato il 19 febbraio 1931 a Sassuolo, in provincia di Modena, Camillo Ruini ha avuto un ruolo di primo piano nella Chiesa cattolica italiana, soprattutto tra gli anni Novanta e i primi Duemila. Dal 1991 al 2007 ha guidato la Conferenza Episcopale Italiana , un organismo chiave nelle relazioni tra la Chiesa e la società italiana. Negli anni della sua presidenza, la sua voce pesava molto nei dibattiti politici e culturali del paese.
Contemporaneamente alla guida della CEI, Ruini è stato cardinale vicario per la diocesi di Roma, un incarico che gli ha conferito grande responsabilità nella gestione pastorale della capitale. La sua influenza non si limitava all’ambito religioso, ma si estendeva al confronto politico, soprattutto su temi legati a valori etici e sociali.
Nel corso della sua lunga carriera, Ruini non ha mai esitato a intervenire pubblicamente con toni decisi, spesso critici verso i governi progressisti degli anni Novanta e Duemila. Si è schierato contro leggi e riforme che riteneva incompatibili con la dottrina cattolica tradizionale. Il suo atteggiamento fermo e rigoroso ha acceso diversi dibattiti, mettendo in luce la sua linea conservatrice all’interno della Chiesa italiana.
La sua autorevolezza era legata anche al rispetto che godeva nella gerarchia ecclesiastica. Ruini è stato un punto di riferimento per la corrente tradizionalista, spesso determinante nel frenare aperture più progressive soprattutto su temi bioetici e familiari.
A settembre dello scorso anno era stato ricoverato per problemi renali. Quel ricovero aveva destato preoccupazione, ma le sue condizioni si erano stabilizzate e aveva potuto tornare a casa. Negli ultimi giorni, però, la situazione è peggiorata e ha bisogno di cure continue, con l’aiuto dell’ossigeno.
Nonostante le difficoltà fisiche, a febbraio Ruini ha rilasciato un’intervista in cui ha espresso opinioni chiare sulla politica italiana e la Chiesa. Si è detto favorevole all’operato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definendo la sua azione «decisamente positiva sia sul piano politico che personale». Ha inoltre espresso apprezzamento per papa Leone XIV e la linea attuale della Chiesa.
Queste dichiarazioni confermano la sua coerenza con la linea tradizionalista, ma anche la sua attenzione verso le dinamiche politiche contemporanee, mantenendo un ruolo di primo piano anche a 95 anni. Oggi, però, la sua condizione segna un momento di difficoltà per una delle figure più influenti della Chiesa italiana degli ultimi decenni.
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