Le fiamme sono divampate all’improvviso domenica mattina, trasformando il Gargano da meta tranquilla in un fronte di emergenza. Il rogo, violento e inarrestabile, ha inghiottito la macchia mediterranea e le pinete di pini d’Aleppo nei dintorni di Peschici. Le colonne di fumo, alte e dense, si vedevano da lontano, un segnale chiaro della minaccia in corso. Mentre il fuoco si spostava rapidamente lungo la costa tra Peschici e Vieste, le evacuazioni sono scattate per mettere in salvo residenti e turisti, mentre squadre di soccorso combattevano contro il tempo per fermare l’avanzata delle fiamme.
Le prime avvisaglie sono arrivate da Pile Fraballe, a pochi passi da Peschici, dove la vegetazione secca e il caldo hanno fatto da miccia perfetta per il rogo. Il sindaco Luigi d’Arenzo ha confermato che vaste aree di macchia mediterranea e pinete di pini d’Aleppo sono state interessate, una miscela naturale molto infiammabile. Sul posto, i vigili del fuoco sono impegnati con diverse autobotti, supportati dalla protezione civile che coordina le operazioni e assicura assistenza.
Il terreno irregolare e il vento complicano il lavoro, con le fiamme che si spingono dalle colline fino a sfiorare la costa. Finora i soccorritori sono riusciti a rallentare la corsa del fuoco, ma la situazione resta critica. Per rafforzare l’intervento, il Comune ha chiesto l’arrivo di un Canadair da Roma, fondamentale per lanciare acqua dall’alto e tenere a bada le fiamme alimentate dal vento.
Il rischio che il fuoco potesse avvicinarsi alle spiagge ha spinto le autorità a far evacuare preventivamente turisti e bagnanti tra Peschici e Vieste. Con l’aiuto della Guardia Costiera, le persone sono state trasferite via mare in zone più sicure, lontano dal fumo e dal pericolo. Il Comune ha aperto la scuola elementare di via Montesanto per accogliere chi ha bisogno di un rifugio o assistenza.
Grazie a questa rapida decisione non si sono registrati problemi più gravi. Le case e le attività commerciali nell’area da Pile Fraballe a Baia Zaiana sono rimaste indenni, ma la presenza di abitazioni rurali nelle vicinanze tiene alta la guardia. I controlli sul territorio sono continui per evitare che il fuoco si spinga oltre.
Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato l’incendio, ma le condizioni meteo di domenica hanno giocato un ruolo chiave. Il sindaco d’Arenzo ha spiegato che il vento, rinforzato dalla brezza marina, ha spinto le fiamme a propagarsi rapidamente, trasportando scintille anche a distanza. Questo tratto di costa è particolarmente a rischio in estate, con vegetazione secca e pini d’Aleppo che bruciano facilmente.
La combinazione di caldo, vento e materiali infiammabili ha fatto esplodere un incendio di grandi dimensioni. Le autorità stanno ancora valutando se il rogo sia stato causato da un gesto doloso o da un incidente.
La mobilitazione di mezzi a terra e aria sottolinea la serietà della situazione. L’arrivo del Canadair sarà decisivo per contenere le fiamme e mettere in sicurezza le zone abitate e la costa.
L’emergenza nel Gargano resta alta. La priorità è fermare il fuoco e tutelare la popolazione e l’ambiente. Nelle prossime ore attesi aggiornamenti sull’evoluzione della situazione e il possibile ritorno alla normalità.
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