Sono le 22 di stasera, e a Bologna si aspetta Marocco-Francia con una febbre diversa dal solito. Maxi schermi spuntano qua e là, pronti a portare la partita dei Mondiali nelle piazze pubbliche. Ma non tutti festeggiano: il ricordo della finale di Coppa Italia Bologna-Roma, un anno fa, è ancora vivo. Allora, quei maxi schermi non c’erano, e la scelta aveva sollevato più di qualche protesta. Ora, tra voci contrastanti e spiegazioni ufficiali, la città si prepara a vivere la serata con il fiato sospeso, non solo per il risultato sul campo, ma anche per la sicurezza e l’organizzazione attorno all’evento.
Maxi schermi sì per i Mondiali, no per Bologna-Roma: la protesta monta
Il confronto è netto e divide: un anno fa, durante la finale di Coppa Italia tra Bologna e Roma, nel centro città non vennero allestiti maxi schermi per seguire la partita in piazza. Ora, invece, per la sfida dei quarti di finale dei Mondiali tra Marocco e Francia, gli schermi sono stati posizionati in diversi luoghi pubblici. Questa disparità ha suscitato molte critiche. C’è chi accusa il Comune di trattare in modo diverso eventi sportivi che, per importanza e passione, sono entrambi di rilievo per la città.
Il Corriere di Bologna riporta che l’amministrazione ha smentito di aver organizzato direttamente le proiezioni, bollando le notizie contrarie come «fake news». A fare chiarezza è stato l’assessore Daniele Ara, che ha elencato alcune alternative per seguire la partita in compagnia, tutte però gestite da privati o associazioni locali: piazza Lucio Dalla, nell’ambito del Festival DiMondi; il circolo Offside Pescarola; gli orti di via Salgari, curati dal Comitato popolare Pilastro.
Nonostante queste precisazioni, la delusione resta evidente. Sui social il paragone con l’anno scorso torna spesso: per Marocco-Francia ci sono maxi schermi e locali attrezzati, mentre per Bologna-Roma mancava tutto. Qualcuno ha anche ipotizzato che dietro a questa differenza ci siano fondi pubblici distribuiti in modo non equilibrato, puntando il dito sui soldi spesi per l’allestimento odierno.
Il confronto politico si infiamma: accuse e sarcasmi
La questione è presto diventata terreno di scontro politico. Matteo Di Benedetto, consigliere della Lega, ha accusato l’amministrazione di prendersi la responsabilità diretta nell’allestimento dei maxi schermi in città. Mauro Sorbi di Fratelli d’Italia ha risposto con ironia, con un gioco di parole che mescola riferimenti politici a specialità marocchine, sottolineando il clima di divisione che si è creato.
Giovanni Favia ha attaccato duramente il Comune, ricordando che un anno fa, quando il Bologna raggiunse la finale di Coppa Italia, nessuna proiezione era stata organizzata, mentre ora sì, per la partita dei Mondiali in piazza Lucio Dalla. Anche i Patrioti hanno denunciato che per Marocco-Francia sarebbero stati stanziati fondi pubblici per tre maxi schermi, rimarcando la presunta disparità di trattamento.
Le accuse hanno alzato la temperatura, alimentando un dibattito acceso sull’uso delle risorse pubbliche e sul modo in cui la città celebra gli eventi sportivi. Un caso che dimostra come il calcio, sia locale sia internazionale, possa diventare un campo di battaglia anche politico e sociale.
Il Comune spiega: sono iniziative di privati e associazioni
Dal Comune arrivano chiarimenti per mettere un punto sulle responsabilità dirette. Le proiezioni in piazza Lucio Dalla e negli altri luoghi citati sono organizzate da privati e associazioni, senza coinvolgimento diretto dell’amministrazione. Una situazione simile si era già vista un anno fa, quando diverse zone della città trasmettevano le partite, compresa piazza Lucio Dalla.
Nel Festival DiMondi, sottolinea il Comune, piazza Lucio Dalla resta punto di riferimento per le proiezioni del Mondiale, garantendo una continuità rispetto agli anni passati. Nel frattempo, in piazza Maggiore prosegue regolarmente la rassegna «Sotto le stelle del cinema», senza interruzioni o modifiche legate alle partite.
Così, il nodo della questione sembra spostarsi dalla gestione comunale alle iniziative di chi opera nel tessuto cittadino. L’amministrazione ricorda di aver offerto diverse opzioni, coinvolgendo realtà locali, senza però installare maxi schermi direttamente con fondi o organizzazione pubblica. Un dettaglio che aiuta a capire le differenze sollevate dai critici.
Sicurezza al massimo livello: transennata la statua del Nettuno
Non sono solo le polemiche sugli schermi a tenere banco. La partita Marocco-Francia ha acceso anche l’allerta per l’ordine pubblico. A Bologna, Questura e Prefettura hanno definito l’evento «delicato», con particolare attenzione alla gestione di possibili disordini al termine del match. Per precauzione è stata transennata la statua del Nettuno, simbolo della città.
La misura, ormai consueta in occasioni di eventi sportivi a rischio, serve a prevenire atti di vandalismo, frequenti dopo partite caratterizzate da forti tensioni tra tifoserie o implicazioni sociali e politiche.
Anche in Francia la sicurezza è stata rafforzata, con piani attivi per tenere sotto controllo il territorio in vista dell’incontro. Il livello di attenzione resta quindi alto da entrambe le parti, con le forze dell’ordine impegnate a garantire la tranquillità.
Questa cura per la sicurezza sottolinea come la partita, oltre al risultato sportivo, abbia una valenza che tocca aspetti sociali e politici importanti anche a livello locale.