Alex Schwazer positivo al doping per la terza volta: tracce di Epo dopo il record, la carriera a rischio

Alex Schwazer è di nuovo nei guai. Il marciatore italiano, 41 anni, di Vipiteno, è stato sospeso dopo un controllo antidoping positivo all’EPO durante i campionati tedeschi del 27 aprile. Tracce di eritropoietina sono state trovate nel sangue e nelle urine, riaccendendo ombre sulla sua carriera già segnata da scandali. L’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca ha reso pubblica la sospensione il 22 giugno 2024, lasciando il mondo dello sport diviso tra incredulità e indignazione. Non è certo la prima volta che Schwazer si trova al centro di accuse così gravi, e questa nuova vicenda riapre ferite difficili da rimarginare.

Doping dopo la vittoria: il test che ha cambiato tutto

Tutto è partito dalla marcia di 42 chilometri del 27 aprile 2024. Schwazer, tornato alle gare dopo otto anni di squalifica, aveva trionfato con un tempo fuori dal comune, ben al di sopra di tutti gli altri marciatori italiani e di rilievo a livello mondiale. Ma poco dopo la gara, i controlli antidoping eseguiti nei laboratori specializzati hanno evidenziato la presenza di eritropoietina, l’EPO, sia nel campione di urine sia in quello di sangue.

L’EPO è una sostanza vietata perché aumenta la produzione di globuli rossi, migliorando così la capacità del sangue di trasportare ossigeno e, di conseguenza, la resistenza fisica. La scoperta ha portato all’immediata sospensione di Schwazer da parte delle autorità tedesche, in attesa di un procedimento disciplinare. Non si tratta solo di un test positivo: la prestazione in gara aveva già attirato l’attenzione per la sua eccezionale qualità.

Schwazer e il passato difficile: cosa rischia ora

Alex Schwazer non è un atleta qualunque nel mondo della marcia. Il suo nome è legato a due casi di doping: nel 2012, positivo all’EPO poco prima delle Olimpiadi di Londra, e nel 2016 per l’uso di steroidi, una vicenda che ha fatto molto rumore tra tribunali sportivi e civili. Dopo una lunga squalifica, durata fino al 2024, Schwazer aveva annunciato il suo ritorno alle competizioni.

Questa nuova positività mette ora a serio rischio la sua carriera, con il concreto pericolo di una radiazione a vita, una sanzione rara ma che in questo caso sembra inevitabile. Ma non è tutto: le autorità tedesche hanno inviato tutta la documentazione alla magistratura ordinaria, visto che in Germania il doping è reato penale con pene severe, simili a quelle italiane. Per Schwazer, quindi, non si tratta solo di sport: potrebbe dover affrontare anche un processo penale con conseguenze gravi.

La reazione dello staff e le mosse future

Subito dopo la notizia della sospensione, è arrivata una pronta risposta dall’entourage di Schwazer. Giulia Mancini, la sua manager storica, ha convocato una conferenza stampa online per il tardo pomeriggio del 22 giugno 2024, scegliendo un incontro riservato via Zoom. La decisione di mantenere il riserbo sulla strategia difensiva riflette la delicatezza della situazione.

L’obiettivo sembra quello di parlare solo quando ci saranno dati certi e una linea chiara da seguire. Nel frattempo, la sospensione pesa come un macigno sulle speranze di Schwazer di tornare a gareggiare. Il procedimento disciplinare e giudiziario appena iniziato potrebbe riservare scenari duri, sia a livello sportivo che legale. Ancora una volta, il riflettore si accende su un atleta simbolo, costretto a fare i conti con l’ombra del doping.

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