Addio a Franco Fontana, il maestro modenese della fotografia e del colore scompare a 92 anni

Franco Fontana si è spento a Modena, a 92 anni, lasciando un vuoto enorme nel mondo della fotografia. Nato nel 1933 a Cognento, piccolo paese del modenese, ha rivoluzionato il modo di guardare il paesaggio. Non erano semplici foto: erano esplosioni di colore e forme, immagini che sembravano dipinti. Ogni scatto era una sfida, un invito a vedere oltre la realtà. Oggi le sue opere sono custodite in più di cinquanta musei sparsi nel mondo, protagoniste di oltre quattrocento mostre. E i libri? Una settantina, pieni di quella luce che solo lui sapeva catturare. Franco Fontana non è stato solo un fotografo, ma un vero maestro del colore e della forma.

Gli anni Settanta e la rivoluzione del colore

Dagli anni Settanta in poi, Franco Fontana ha conquistato la scena fotografica con un linguaggio estetico subito riconoscibile. Il suo tratto distintivo? L’uso audace e raffinato di campiture di colore che trasformano paesaggi naturali e urbani in vere e proprie composizioni astratte. Le sue immagini non si limitano a raccontare ciò che vediamo, ma diventano studi di forme geometriche essenziali, con superfici uniformi e vibranti capaci di trasmettere sensazioni e atmosfere attraverso il colore stesso. Così la fotografia smette di essere semplice rappresentazione per diventare un nuovo modo di guardare la realtà, un rapporto inedito tra immagine, spazio e colore.

Il riconoscimento internazionale arriva nel 1978 con la pubblicazione della monografia Skyline. Un libro fondamentale che cambia per sempre le regole della fotografia a colori, consacrando Fontana tra i grandi che hanno ridefinito il mezzo espressivo. Skyline diventa il manifesto di una tecnica che lascia da parte le narrazioni tradizionali per concentrarsi su proporzioni, colori e astrazioni stilistiche.

Arte, pubblicità e insegnamento: un talento senza confini

Fontana non si è mai fermato all’arte pura. Ha firmato campagne pubblicitarie di rilievo per marchi industriali e della moda, portando il suo stile in contesti commerciali importanti. Tra i nomi con cui ha collaborato ci sono Fiat, Volkswagen, Ferrovie dello Stato, Sony, Volvo, Versace, Canon, Kodak, Snam e Robe di Kappa. Con queste esperienze ha dimostrato la versatilità della sua fotografia, capace di unire eleganza e funzionalità comunicativa, conquistando un pubblico ampio e variegato.

La sua arte ha varcato i confini italiani grazie a testate internazionali di prestigio. Fontana ha contribuito con i suoi scatti a riviste come Time-Life, Vogue USA, Vogue France, Frankfurter Allgemeine, The Times, Il Venerdì di Repubblica e Sette. In questo modo si è fatto conoscere in tutto il mondo, diventando un vero ambasciatore della fotografia italiana.

Un episodio particolare della sua carriera riguarda l’insegnamento. Nel 1999, su invito del CRAF e del Solomon R. Guggenheim Museum, ha insegnato fotografia ai bambini delle scuole elementari di New York, trasmettendo la sua passione e la sua esperienza alle nuove generazioni in modo semplice e diretto.

Riconoscimenti e il prezioso lascito di Franco Fontana

Nel corso della sua lunga carriera, Fontana ha raccolto numerosi riconoscimenti. Tra i più importanti, spicca la laurea honoris causa in Design conferita nel 2006 dal Politecnico di Torino. Un premio che sottolinea il legame stretto tra ricerca artistica e innovazione progettuale che ha sempre contraddistinto il suo lavoro.

Ma al di là di premi e onorificenze, il vero lascito di Franco Fontana sono le migliaia di immagini che continuano a ispirare fotografi, artisti e designer in tutto il mondo. Il suo modo di vedere ha aperto la strada a un approccio che combina rigore formale e libertà cromatica, invitando a guardare oltre la superficie e a scoprire una dimensione poetica nascosta nelle cose di tutti i giorni.

La sua scomparsa chiude un capitolo importante, ma le sue fotografie resteranno un punto di riferimento imprescindibile. Modena, la città che lo ha visto nascere e morire, oggi ricorda un uomo capace di trasformare la realtà in un’arte senza tempo.

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