L’Eurovision 2026? Un palco che scalda il cuore e fa battere forte le emozioni, ha detto Sal Da Vinci davanti alle telecamere. Manca meno di un anno all’appuntamento che vedrà Vienna trasformarsi nel centro pulsante della musica europea, dal 12 al 16 maggio. La Rai non lascia nulla al caso: le due semifinali saranno trasmesse su Rai2, mentre la finale andrà in onda in prima serata su Rai1, con milioni di spettatori incollati allo schermo. Alla conferenza stampa di presentazione, i volti italiani in prima linea – Sal Da Vinci, Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi – hanno svelato le loro sensazioni, le aspettative e il carico di emozione che porteranno sul palco più atteso dell’anno.
Sal Da Vinci: un’emozione che lascia senza fiato
Sal Da Vinci sarà il nostro rappresentante dopo aver vinto l’ultimo Festival di Sanremo con “Per sempre sì”. Il cantante napoletano ha parlato con passione di questa esperienza, confessando che le prove sul palco lo hanno lasciato senza fiato. Per lui l’Eurovision è un miracolo, un traguardo sorprendente dopo anni di musica vissuta con dedizione e passione. Non è una gara, ma un’occasione per far incontrare culture diverse attraverso la musica. Durante la conferenza ha definito se stesso “venditore ambulante di sentimenti”, una metafora che racconta bene il suo modo di fare arte: puntare all’autenticità del messaggio più che al risultato.
Sal Da Vinci ha anche annunciato di aver già preparato una versione in inglese del suo brano, senza tradurre il testo originale, per mantenere intatta l’anima della canzone, nata e apprezzata nella nostra lingua. L’emozione per questa opportunità si mescola alla gratitudine verso la sua squadra, la Rai e l’etichetta discografica che lo sostengono, segnando un momento importante per la sua carriera.
Elettra Lamborghini: l’Eurovision come trampolino internazionale
Al fianco di Sal Da Vinci, c’erano anche Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi, confermati alla conduzione della finale. Elettra ha messo in luce il valore strategico dell’Eurovision come vetrina mondiale per gli artisti. “Partecipare a questa gara – ha detto – significa aprirsi a un pubblico internazionale enorme, che può dare una spinta decisiva alla carriera.” Ha fatto l’esempio dei Måneskin, che dopo la vittoria hanno conquistato fama globale.
Per Elettra l’Eurovision è un’occasione unica per mostrare non solo il talento vocale o lo stile, ma anche la capacità di raccontare storie e identità culturali davanti a un pubblico variegato. Un valore che si vede ancora di più in una diretta televisiva che quest’anno sarà trasmessa su più canali Rai.
Gabriele Corsi: musica, responsabilità e confronto
Gabriele Corsi ha sottolineato l’importanza dell’Eurovision come momento di unione e scambio tra Paesi diversi grazie alla musica. La gara, organizzata da emittenti pubbliche di vari Stati, diventa così una piattaforma per far dialogare tradizioni musicali e culture lontane. Nel corso della conferenza, Corsi ha toccato anche il tema delicato della partecipazione di Israele, un nodo spesso al centro di dibattiti. Ha ricordato che l’evento deve restare uno spazio aperto al confronto e alla critica, evitando che il rifiuto o il boicottaggio isolino Paesi o limitino il dialogo.
In qualità di ambasciatore Unicef, Corsi ha parlato del suo impegno sociale, spiegando come la musica possa portare messaggi di solidarietà. Ha raccontato dei suoi viaggi in zone di conflitto, affrontando rischi personali per portare aiuti umanitari, mettendo in luce il legame tra arte, responsabilità e consapevolezza. Il suo intervento ha dato una prospettiva più ampia sull’evento, andando oltre lo spettacolo per raccontare una realtà complessa.
L’Eurovision 2026 si avvicina così con un gruppo italiano che unisce esperienza, freschezza e sensibilità, pronto a misurarsi su uno dei palchi più prestigiosi e impegnativi d’Europa, sotto gli occhi di un pubblico globale.





