Scontro nello scandalo Sempio: il padre smonta l’alibi del figlio con la frase sullo scontrino di Vigevano

Lo scontrino del parcheggio? Forse non è come pensiamo. A pronunciare queste parole, in una conversazione privata intercettata lo scorso ottobre, è stato Giuseppe Sempio, il padre di Andrea, principale indagato nell’omicidio di Chiara Poggi. Quel piccolo foglio, datato 13 agosto 2007, finora ha rappresentato il fulcro dell’alibi a favore del figlio. Ora, invece, quel dettaglio emerge con un’ombra diversa, capace di cambiare la prospettiva sull’intera vicenda. La nuova intercettazione, raccolta il 22 ottobre e inserita negli atti dell’inchiesta, potrebbe rimettere in discussione la ricostruzione di quella fatidica giornata.

Lo scontrino, fulcro dell’alibi di Andrea Sempio

Il tagliando del 13 agosto 2007 è sempre stato uno degli elementi chiave per stabilire dove si trovasse Andrea Sempio al momento dell’omicidio di Chiara Poggi. Secondo quanto dichiarato dal giovane, e confermato in diverse fasi dell’inchiesta, quel biglietto prova che lui non era a Garlasco la mattina del delitto, ma a Vigevano, dove avrebbe regolarmente parcheggiato l’auto. Proprio per questo, lo scontrino ha avuto un peso enorme: legittimava l’assenza di Andrea dalla scena del crimine proprio mentre il delitto si consumava. Negli ultimi mesi, però, sono emerse diverse incongruenze che hanno sollevato dubbi sulla sua autenticità e sulla sua provenienza.

La recente intercettazione getta nuova luce su questo punto. Giuseppe Sempio, parlando con la moglie, fa riferimento a un “supertestimone” che sarebbe stato presentato agli inquirenti come una persona in grado di smentire la versione ufficiale e mettere in discussione proprio quello scontrino. Dal tono della conversazione emerge un certo scetticismo da parte del padre nei confronti di questa figura, che si presenta come una fonte alternativa. È chiaro quanto lo scontrino rimanga al centro del dibattito giudiziario e quanto sia fondamentale per la difesa di Andrea.

La conversazione tra Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari fa emergere nuovi dubbi

Nel colloquio tra Giuseppe Sempio e sua moglie Daniela Ferrari si apre uno spiraglio importante. Daniela racconta di una nuova versione arrivata da un familiare, che nega che lo scontrino possa essere stato emesso né da Andrea né da qualcuno della famiglia. La reazione di Giuseppe è di sorpresa e perplessità: chiede con ironia se quel “supertestimone” abbia ottenuto il documento direttamente da Andrea. La risata che accompagna la domanda sembra alleggerire la tensione, ma allo stesso tempo mette in evidenza l’assurdità di quell’ipotesi. Poco dopo, però, Giuseppe chiude la questione con una frase secca e diretta: “Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!” rivolta chiaramente alla moglie.

Questa battuta ha un peso specifico, visto che arriva dal padre di Andrea e lascia intendere che la provenienza dello scontrino potrebbe essere interna alla famiglia. È un passaggio che si inserisce in un contesto investigativo già ricco di altri elementi: video, appunti ritrovati, perizie sul sangue trovato in casa Poggi. Il dialogo, raccolto dai carabinieri e riportato nell’informativa finale, si conferma un tassello importante per capire meglio cosa è successo quel giorno e mette in discussione la solidità delle prove finora presentate.

Le conseguenze investigative dopo la nuova intercettazione

Questa intercettazione assume un ruolo strategico nell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Dopo anni di indagini e perizie, l’inchiesta si riapre grazie a una frase sussurrata in un momento privato. Se davvero lo scontrino non appartiene ad Andrea o alla sua famiglia, come sostiene un presunto “supertestimone”, ma Giuseppe Sempio continua a insistere sul contrario, si apre un conflitto di versioni che gli inquirenti dovranno chiarire. La posizione di Andrea potrebbe uscirne indebolita se dovesse emergere che l’alibi su cui si è sempre basata la sua difesa non regge più.

Ora gli investigatori devono fare chiarezza, mettendo sotto la lente ogni dettaglio e confrontando questa nuova testimonianza con le altre prove raccolte. Questi dialoghi intercettati sono preziosi perché mostrano dinamiche di famiglia e contraddizioni su fatti che a prima vista sembravano marginali, ma che invece si rivelano decisivi. I dubbi sulla veridicità dello scontrino toccano un punto cruciale per la ricostruzione di quanto accaduto e potrebbero cambiare il corso della giustizia. Intanto, il clima resta teso e incerto proprio mentre l’inchiesta si avvicina a un momento decisivo.

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