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Vuoi sostituire la caldaia senza ristrutturazione? Ecco il Bonus che stavi aspettando: risparmi tantissimo

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Antonia Festa

Si può accedere a una vantaggiosa detrazione del 50% per sostituire la caldaia, anche se non si effettuano lavori di ristrutturazione. Ecco quali sono i requisiti.

La Legge di Bilancio 2024 ha prorogato un Bonus che consente di ottenere una detrazione al 50% per le spese sostenute per acquistare una serie di elementi di arredo ed elettrodomestici e per sostituire le caldaie.

SI può richiedere la detrazione al 50% per le spese relative alla sostituzione della caldaia (cityzen.it)

In molti si chiedono, però, se la fruizione di tale agevolazione sia subordinata al compimento di interventi di ristrutturazione edilizia. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito in che modo il beneficio può essere richiesto per l’installazione o la sostituzione di caldaie.

Detrazione al 50% per la sostituzione della caldaia: i requisiti per richiederla

È stato confermato anche per quest’anno il Bonus mobili.

Il Bonus mobili è fruibile anche per la sostituzione della caldaia (cityzen.it)

Si tratta dell’agevolazione con la quale si può ottenere la detrazione fiscale al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici e per la sostituzione della caldaia, degli apparecchi elettrici di riscaldamento, dei ventilatori elettrici e degli apparecchi per il condizionamento.

L’installazione di una nuova caldaia e degli impianti di condizionamento, infatti, rientra tra gli interventi di ristrutturazione, come lavori di manutenzione ordinaria. Uno dei presupposti per la fruizione del Bonus è proprio la ristrutturazione dell’immobile.

Il beneficio fiscale spetta per una spesa massima di 5 mila euro e va suddiviso in 10 rate annuali di pari importo.

È, inoltre, necessario che i lavori di ristrutturazione edilizia siano compiuti a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello della richiesta del Bonus mobili.

Per l’accesso alla detrazione del 50%, le spese devono essere state pagate con strumenti tracciabili, cioè bonifico e carte di debito o credito; sono esclusi gli assegni e i contanti. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il beneficio spetta anche nell’ipotesi di finanziamento a rate, a patto che la società finanziatrice versi l’importo con mezzi tracciabili e che rilasci al contribuente una copia della ricevuta di pagamento.

Le spese per le quali si applica il Bonus mobili devono essere indicate nella Dichiarazione dei Redditi. È fondamentale che il contribuente conservi la documentazione comprovante l’avvenuto acquisto, ossia le ricevute dei bonifici, le ricevute delle transazioni con carta di credito o di debito, le certificazioni di addebito sul conto corrente e le fatture di acquisto dei beni, dalle quali risulta la natura, la qualità e la quantità degli acquisti effettuati.

Per il riconoscimento del Bonus mobili, infine, è obbligatorio presentare la comunicazione ENEA, ma una trasmissione tardiva della certificazione non comporta la perdita del diritto alla detrazione fiscale.

Antonia Festa

Sono una giurista, grande appassionata del mondo classico, di letteratura, politica, musica, teatro e cinema, divoratrice di serie TV. Sono socia di una compagnia di teatro amatoriale e ho curato la sezione 'Intrattenimento' per un giornale online, recensendo film e spettacoli televisivi e teatrali. Attualmente, lavoro come web content writer, occupandomi soprattutto di temi di natura previdenziale ed economica, che mi permettono di coltivare e approfondire il mio interesse per il diritto.

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