Nel 2019, un camionista di Padova ha incassato 209 milioni al Superenalotto: una cifra da capogiro, capace di cambiare una vita. Eppure, quella vincita non ha portato solo gioia. Due matrimoni, un’eredità pesante e una battaglia legale che si trascina da anni. L’uomo è morto nel 2026, lasciando dietro di sé più di un semplice ricordo: una guerra tra la vedova e l’ex moglie per quei soldi che, forse, avrebbero dovuto unire, non dividere.
Il 13 agosto 2019, al bar Marino di Lodi, è stata giocata la schedina che ha fatto scattare un jackpot da 209 milioni di euro. La notizia, tenuta nascosta a lungo, è emersa solo grazie a un’associazione che sostiene la prima moglie del vincitore. Al tempo, lui era un camionista 49enne di Padova. Da quel momento, la sua vita ha fatto un salto: ha smesso di lavorare, comprato una casa nuova, una macchina nuova e ha iniziato a investire per garantirsi un futuro tranquillo.
Il matrimonio con la prima moglie, che viveva nel Varesotto e lavorava come addetta alle pulizie, è finito: la coppia ha divorziato e lui ha accettato di versarle 6.300 euro al mese come assegno. Poi ha incontrato e sposato una donna di 37 anni, originaria di Chieti, con cui si è stabilito a Padova. Il 28 giugno 2026, l’uomo è morto improvvisamente. Senza figli né altri parenti stretti, il patrimonio è passato tutto alla seconda moglie. Ma a quel punto, la prima moglie ha visto gli assegni interrompersi ed è finita in tribunale per chiedere ciò che le spetta.
L’assegno successorio è una norma poco conosciuta, ma importante quando un ex coniuge viveva di assegni di mantenimento. Se chi doveva pagarli muore, il tribunale può decidere che una parte di quel sostegno passi dagli eredi all’ex marito o ex moglie, se c’è bisogno concreto. Non è una cosa che scatta automaticamente: il giudice valuta vari fattori, come
– quanto veniva versato prima;
– la situazione economica attuale di chi fa richiesta;
– eventuali pensioni di reversibilità;
– la reale entità dell’eredità;
– la situazione finanziaria degli eredi.
Va detto anche che se chi chiede l’assegno si risposa, perde questo diritto. La Corte di Cassazione ha chiarito nel 2025 che serve dimostrare un bisogno reale: non basta aver ricevuto assegni in passato, bisogna provare di non potersi mantenere da soli.
Gli avvocati della prima moglie stimano che l’assegno successorio potrebbe aggirarsi intorno ai 5mila euro al mese, poco meno dei 6.300 che riceveva prima. È una stima preliminare basata sulla situazione attuale della donna e sul patrimonio ereditato. Toccherà però al tribunale esaminare tutto con attenzione: redditi e necessità delle due donne, l’entità dell’eredità, altre entrate e ogni elemento che può influire sull’importo.
Questa vicenda mostra bene come le questioni economiche legate a grandi patrimoni diventano complicate quando ci sono rapporti familiari intricati e successioni con più mogli. La sentenza finale non solo stabilirà quanto e per quanto tempo andrà l’assegno, ma potrebbe anche segnare un punto di riferimento per casi simili. Nel frattempo, l’eredità milionaria resta al centro dell’attenzione in Tribunale.
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