Il corpo di Roberto Pietro Guerrino giaceva senza vita nel suo appartamento di via Nino Oxilia, a Nolo, con evidenti ferite alla testa. Interprete di leader mondiali, la sua voce aveva attraversato confini e lingue, ma questa volta non ha potuto raccontare nulla. Una parente, insospettita dal silenzio telefonico, ha dato l’allarme. Dietro a un incontro privato, tutto sembra essere degenerato, lasciando dietro di sé una scia di domande. Gli investigatori scavano tra messaggi su app di incontri e verificano se qualcosa sia sparito dall’appartamento, cercando di ricostruire una verità ancora confusa.
Guerrino aveva costruito una carriera solida e rispettata nel campo dell’interpretariato. Il suo lavoro lo aveva portato a collaborare con personalità di alto profilo, come Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti, re Carlo III del Regno Unito e i presidenti italiani Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella. Non mancavano nemmeno rapporti con figure politiche italiane di peso, come Mario Draghi e Mario Monti. La sua capacità di muoversi in contesti formali e delicati lo rendeva uno dei professionisti più stimati a Milano e oltre.
L’appartamento dove è stato trovato viveva affacciato sul quartiere Nolo, una zona in forte crescita, diventata negli ultimi anni sempre più vivace e culturalmente dinamica. Guerrino, però, era persona discreta, che teneva la sua vita privata lontana dai riflettori.
La scena trovata dagli agenti ha subito colpito per la sua crudeltà. Il corpo di Guerrino giaceva nel soggiorno, seminudo e vestito con abiti femminili: guepiere, calze a rete e tacchi a spillo. Le ferite multiple alla testa sembrano il risultato di colpi inferti con un oggetto contundente, probabilmente preso dall’interno dell’appartamento. Tutto fa pensare a un’aggressione rapida e brutale, senza possibilità di difesa.
La porta dell’appartamento era chiusa a più mandate dall’interno, un dettaglio che fa ipotizzare o un ingresso agevolato dell’aggressore o che la vittima lo abbia fatto entrare volontariamente. Gli investigatori stanno valutando se le chiavi siano state tolte dopo il delitto per impedire l’accesso.
Le prime valutazioni suggeriscono che l’omicidio sia nato da un incontro privato, forse un appuntamento occasionale. Tra le piste più seguite c’è quella di una rapina, vista la scomparsa di alcuni oggetti dall’appartamento che gli inquirenti stanno esaminando.
Le ricerche sono partite grazie alla nipote dell’ex compagno di Guerrino, che vive a Genova. Non riuscendo a mettersi in contatto con lui da un giorno, ha deciso di andare a Milano a controllare. La porta chiusa dall’interno ha costretto a chiedere aiuto a una vicina per entrare.
Gli investigatori stanno analizzando tabulati telefonici e immagini di telecamere nella zona per ricostruire gli ultimi spostamenti e contatti. Al centro dell’indagine ci sono soprattutto alcune app di incontri online, che Guerrino usava, pur senza avere profili social, su piattaforme dedicate a incontri gay.
Intanto, i carabinieri stanno sentendo amici e conoscenti, cercando di raccogliere ogni dettaglio utile a capire cosa sia successo nelle ore prima della tragedia. L’analisi delle attività digitali potrebbe essere decisiva per scoprire moventi e responsabili.
Alcuni negozianti della zona ricordano di aver visto Guerrino venerdì sera, intorno alle 21:30, mentre attraversava il quartiere Nolo in bicicletta. Quella è l’ultima traccia certa del suo passaggio prima della scoperta del corpo.
Il quartiere, noto per la sua vivacità culturale e commerciale, non ha registrato eventi particolari quella sera. Mancano testimoni diretti del delitto, complicando il lavoro degli inquirenti, che stanno cercando di mettere insieme ogni pezzo del puzzle.
Le prossime ore saranno fondamentali per approfondire le piste sugli incontri privati e le dinamiche che hanno portato a un’aggressione così feroce. Milano trattiene il fiato, in attesa di capire cosa si nasconde dietro uno dei casi più inquietanti dell’anno.
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