Dallas Bryan ha un sogno chiaro e preciso: ottenere una borsa di studio per studiare danza alla CalArts, seguendo le orme della madre scomparsa troppo presto. Poi arriva Drayton Lahey, quarterback ribelle e carismatico, il ragazzo che tutti ammirano a scuola. Tra loro nasce qualcosa di inaspettato, un legame che mescola passione e le difficoltà di vite segnate da ferite familiari. The Bad Boy and Me, diretto da Justin Wu e tratto da un romanzo nato su Wattpad, prova a unire sport e sentimenti intensi, ma finisce per perdersi in cliché già visti troppe volte.
Dallas è una ragazza tenace. Da anni porta il peso della perdita dei genitori, ma non molla il suo sogno: entrare alla CalArts con una borsa di studio per la danza. La sua disciplina sembra un muro contro ogni distrazione, almeno fino a quando non incrocia Drayton. Lui è il quarterback della scuola, popolare e ribelle, ma dietro quella facciata c’è un ragazzo con le sue fragilità. Dallas prova a tenersi distante, ma la loro attrazione cresce in fretta. Il film gioca sui contrasti classici: la ballerina concentrata contro lo sportivo ribelle. Un tema già visto, ma che funziona per creare tensione e interesse.
La storia mette in primo piano le passioni dei protagonisti: danza e football americano. Per Dallas, la musica e il movimento sono una via di fuga e una speranza concreta. Drayton lotta invece con l’eredità di una famiglia prestigiosa e con l’immagine pubblica che deve mantenere. Entrambi sognano di trasformare il talento in carriera, ma la sceneggiatura mostra come le emozioni e i problemi personali spesso mettono tutto in secondo piano.
Il film punta su Siena Agudong e Noah Beck – noto soprattutto come influencer su TikTok – per dare volto ai personaggi. Entrambi se la cavano bene: Agudong trasmette la determinazione di Dallas, Beck porta sullo schermo il mix di fascino e ribellione di Drayton. Ma il loro talento resta un po’ soffocato da una sceneggiatura che procede su binari prevedibili e pieni di stereotipi. La trama e i dialoghi ricalcano dinamiche ormai classiche del genere young adult: la ragazza seria che si scioglie davanti al ragazzo problematico ma dal cuore tenero.
La storia va avanti senza sorprese. È facile immaginare come andranno le cose e come si comporteranno i personaggi. Questo può andare bene se l’obiettivo è solo intrattenere un pubblico giovane, ma The Bad Boy and Me non offre spunti più profondi o momenti che possano attirare uno spettatore adulto. C’è un tentativo di scavare nei sentimenti dei protagonisti, soprattutto attraverso il contesto familiare, ma la narrazione resta lineare, senza lasciare spazio a colpi di scena o novità.
Dietro i protagonisti ci sono famiglie complicate: entrambe segnate da lutti e dall’assenza dei genitori. Il padre di Drayton, interpretato da James Van Der Beek, è il classico genitore autoritario, ma mosso da un desiderio sincero di protezione. La sua relazione con il figlio è difficile ma molto umana. Dallas invece è cresciuta sotto la protezione del fratello Nathan, figura più moderna e protettiva.
Nonostante le premesse, il film non approfondisce davvero il legame tra fratelli né l’impatto della perdita dei genitori su Dallas e Nathan. Si intravedono buoni spunti, ma la sceneggiatura preferisce non indugiare troppo, probabilmente per mantenere il ritmo. Così restano sullo sfondo temi che avrebbero potuto dare più spessore alla storia.
In definitiva, The Bad Boy and Me ripercorre schemi già visti e rivisti nelle storie per adolescenti, senza riuscire a rinnovare né i personaggi né la trama. L’incontro tra la ragazza determinata e il “bad boy” dal cuore tenero si inserisce in una lunga serie di racconti simili, confermando una formula collaudata ma offrendo poco di nuovo.
The Bad Boy and Me arriva oggi su Prime Video con queste caratteristiche: un dramma sentimentale semplice, ben recitato, ma che lascia la sensazione di aver già visto tutto. Un film che probabilmente terrà vivo l’interesse per poco, destinato a essere presto dimenticato.
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