Il termometro sta per superare di nuovo i 40 gradi in molte città italiane. Tra pochi giorni, un’ondata di caldo africano – la terza del 2026 – farà salire la temperatura e la tensione, soprattutto nelle grandi metropoli. Il picco è atteso a metà settimana prossima, ma prima di allora il weekend porterà un po’ di respiro, con temporali sparsi e qualche grandinata qua e là. Firenze, Perugia e molte province lombarde si preparano a esporre i bollini rossi, segnale di allerta per la salute. E non è solo l’aria a bruciare: anche i mari si stanno scaldando, toccando livelli mai visti prima.
L’anticiclone africano sta spingendo l’aria rovente dal deserto verso l’Italia. Stavolta, il caldo si farà sentire soprattutto al Centro e al Sud, dove le temperature resteranno alte più a lungo. Al Nord, invece, qualche perturbazione dovrebbe attenuare un po’ i picchi più elevati, soprattutto lungo la costa adriatica settentrionale.
Secondo il Consorzio Lamma, il Cnr e la Regione Toscana, questa situazione è favorita da due aree di bassa pressione — una a ovest della Penisola Iberica e l’altra tra Europa orientale e Mar Nero — che disegnano sui radar una “configurazione a omega”. Questo schema spinge l’aria calda del deserto a rafforzare l’anticiclone sull’Italia. Le temperature saliranno sopra i 40 gradi soprattutto in Sardegna, Sicilia e Centro Italia.
Per ora il Ministero della Salute ha assegnato bollini rossi solo a Firenze e Perugia, segnalando il massimo livello di attenzione per anziani, bambini e persone fragili. Ma i dati regionali mostrano un quadro più ampio: in Lombardia, ad esempio, Lodi, Pavia, Cremona e Mantova sono già in allerta. Solo ieri, qui, il termometro ha toccato i 37 gradi, un chiaro segnale che il caldo sta salendo e presto potrebbe estendersi ad altre province.
Questi bollini non sono un semplice numero: indicano che è il momento di prendere precauzioni serie. Evitare di stare al sole nelle ore più calde, rinunciare agli sforzi fisici e bere molto, soprattutto per chi rischia di più. Le grandi città devono fare i conti anche con l’effetto “isola di calore”, che aumenta ulteriormente la temperatura e rende l’afa insopportabile.
Le previsioni a lungo termine parlano chiaro: l’estate 2026 sarà tra le più calde degli ultimi anni in Europa. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, le temperature sono destinate a rimanere sopra la media, segno che il caldo non è più un episodio isolato ma una tendenza diffusa.
Le istituzioni europee stanno monitorando la situazione e stanno inserendo la resilienza climatica nelle loro strategie. Sanno che le ondate di calore non sono una novità, ma serve un piano concreto per proteggere la salute pubblica e limitare i danni economici e sociali. L’Italia si trova proprio in questo scenario, con un caldo che continua a salire e obbliga a misure d’emergenza.
Il caldo fa crescere anche il rischio incendi, specie nelle aree già segnate dalla siccità. La Valle d’Aosta ha dichiarato lo stato di grave pericolo fino a quando non arriveranno piogge importanti. In Piemonte, nella provincia di Verbania Cusio Ossola, le fiamme spinte dal vento hanno costretto a evacuare circa 150 persone.
Anche in Umbria, a Magione, un incendio in una discarica ha richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco; tra le cause ipotizzate c’è l’autocombustione dovuta al caldo. Intanto, in Romagna, la raccolta della frutta è stata spostata alle prime ore del mattino per evitare il caldo più intenso, con punti d’acqua, zone d’ombra e dispositivi di protezione per chi lavora nei campi.
Con il caldo che si intensifica, la siccità si fa sempre più preoccupante. L’Osservatorio sugli usi dell’acqua, coordinato dall’Autorità di bacino del fiume Po, lancia l’allarme: le risorse idriche disponibili permetteranno solo altri dieci giorni di irrigazione. È un segnale chiaro della grave scarsità che colpisce il principale fiume italiano e le terre coltivate intorno.
Se non arriveranno piogge importanti presto, l’agricoltura rischia di subire danni pesanti, con ripercussioni anche sulla popolazione che si serve di quell’acqua per la vita di tutti i giorni e per le industrie. Le autorità tengono sotto controllo la situazione, ma la gestione dell’emergenza idrica è ormai una priorità.
L’Italia si prepara quindi a giorni difficili: un caldo intenso che porta con sé problemi di salute, incendi, siccità e disagi nelle città. Il meteo, come spesso quest’anno, sarà il protagonista che detta il ritmo delle nostre giornate.
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