L’IMU è la tassa che si applica agli immobili ma, se ricorrono alcune circostanze, si può essere esonerati. In quali casi c’è addirittura la doppia esenzione?
L’IMU, l’Imposta Municipale Unica, va pagata a livello comunale dai proprietari e dai possessori di immobili, a eccezione dell’abitazione principale che non rientra nelle categorie catastali di lusso, aree fabbricabili e terreni agricoli situati in Italia.
Per la prima casa, dunque, vige l’esenzione. Ma cosa si intende con “prima casa” ai fini dell’agevolazione fiscale? Si tratta dell’abitazione principale in cui il contribuente ha la residenza, vive abitualmente per la maggior parte dell’anno e, quindi, ha la propria dimora. Tali requisiti devono tutti ricorrere contemporaneamente per beneficiare dell’esonero dal pagamento dell’IMU.
Ovviamente, quando si dichiara di risiedere abitualmente presso un determinato immobile bisogna darne prova, per evitare le sanzioni. Il Comune, infatti, potrebbe richiedere la verifica delle bollette delle utenze, per verificare se i consumi sono eccessivamente bassi o assenti. In tal caso, potrebbe dedurre che nell’edificio non è stata fissata alcuna dimora abituale e potrebbe procedere alla revoca dell’esenzione. Ma quando è consentito non pagare l’IMU anche sulla seconda casa? Ecco cosa stabilisce la normativa.
Ci sono casi in cui l’esenzione dal versamento dell’IMU venga applicata per più di un’abitazione. In pratica, si hanno due prime case beneficiarie dell’agevolazione. Quali sono i presupposti per godere del doppio esonero?
In realtà, parlare di “doppia prima casa” non è del tutto corretto, perché bisognerebbe fare riferimento al concetto di “doppia abitazione principale”. Tale condizione si verifica per le coppie sposate nelle quali ogni coniuge è proprietario di un immobile.
La legge permette di scegliere agli sposi la casa per la quale richiedere l’esenzione dal pagamento dell’IMU, ma, allo stesso tempo, i giudici hanno stabilito che il beneficio può essere applicato due volte, cioè per ciascuna abitazione. Tale principio è stato espresso dalla Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19684/2024, relativamente ai coniugi che vivono in immobili diversi per specifiche esigenze di vita quotidiana (ad esempio, per lavoro).
Se ricorrono queste circostanze, ciascuno dei due coniugi possiede o requisiti per l’agevolazione fiscale, cioè la residenza e la dimora abituale nella casa. è bene precisare, tuttavia, che non si tratta di seconda casa ma di due case distinte, corrispondente a un diritto dei due coniugi, in base agli accordi presi al momento del matrimonio.
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