Il decreto PNRR rivoluziona il sistema dei pagamenti cedendo a Poste Italiane PagoPA. Cosa succederà adesso?
Il 26 febbraio 2024 il Consiglio dei ministri ha dato l’ok alla pubblicazione del decreto PNRR, ovvero il decreto legge sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (DL 19/2024).
L’articolo 20 del decreto legge PNRR è dedicato al lancio di It-Wallet. Si tratta di portafoglio digitale che permetterà di conservare sulla App IO tutti documenti in modalità digitale, a iniziare dalla patente e dalla tessera sanitaria. Questa modalità di avere i documenti a portata di “click” sarà disponibile dalla metà del 2024.
Tra le novità contenute nell’articolo ci sarebbe la decisione del governo di cedere PagoPA a Poste Italiane ma anche alla Zecca. Ecco cosa cambierà per i cittadini.
PagoPA è il gestore dei pagamenti a favore della pubblica amministrazione (Comuni, Province, Regioni, aziende a partecipazione pubblica, scuole, università, ASL, INPS, Agenzia delle Entrate, ACI, etc.). Quindi, è una piattaforma che consente al cittadino di effettuare pagamenti digitali o di ricevere i pagamenti, nello spirito della semplificazione e della sicurezza.
La piattaforma è al 100% sotto il controllo del ministero dell’Economia e delle Finanze, almeno fino al prima del suddetto decreto PNRR. Infatti, come anticipato, PagoPA passerà al 49% a Poste Italiane e al 51% alla Zecca dello Stato (Istituto poligrafico e Zecca dello Stato).
Il motivo di questa decisione si inserisce all’interno del programmo di privatizzazione (ricordiamo ha interessato anche Poste Italiane). Infatti, nel triennio 2024/2026 governo deve recuperare 20 miliardi di euro.
La notizia della possibile cessione di PagoPA sia a Poste sia alla Zecca è stata rilanciata da diverse testate giornalistiche nazionali e continua a destare ancora scalpore.
È contrario alla cessione tutto il PD che ha presentato una mozione in commissione di bilancio del Senato; lo scopo è comprendere meglio le modalità della cessione. Non solo anche le banche hanno contestato l’articolo 20 del decreto PNRR dal momento che potrebbero esserci problemi di concorrenza.
Infatti, la decisione del governo andrebbe non solo contro gli obiettivi del PNRR ma anche contro gli interessi della stessa pubblica amministrazione in materia di digitalizzazione.
Inoltre, il governo ha assegnato a Poste (un’azienda privata anche se partecipata dallo Stato) una quota così rilevante di PagoPA (un servizio al 100% statale) senza una procedura competitiva. Ed è per questo motivo che per le parti escluse, ovvero le banche, ci sarebbero le basi per un ricorso all’Antitrust.
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