Pierfrancesco Favino non l’ha presa benissimo: possibile denuncia in arrivo da parte sua, è successo anche a lui.
Pierfrancesco Favino è uno degli attori italiani più amati al mondo e lo dimostrano i milioni e milioni di fan che, ogni giorno, guardano i film e le serie tv di cui è stato l’assoluto protagonista. Ma non solo: il noto attore, che è stato anche in grado di co-condurre il Festival di Sanremo, è ormai un vero e proprio simbolo di enorme successo, un vero e proprio orgoglio per il cinema italiano e, in generale, per il Belpaese.
Per questo motivo, quindi, l’uomo ha una reputazione, sia dal punto di vista professionale che umano, davvero impeccabile, se non addirittura di più. Per questo motivo, per tutti i suoi fan, fa davvero male scoprire che è finito, come tantissimi altri Vip del mondo dello spettacolo, da Fedez ad Alessia Marcuzzi a Fabio Fazio, vittima di un vero e proprio furto di immagine per delle sponsorizzazioni truffa su Facebook.
A differenza di tante altre, però, forse quella che, suo malgrado, vede coinvolto l’ignaro attore è tra le più spiacevoli dal momento che, chiaramente con un fotomontaggio, si vede il noto attore venire “arrestato” dalla polizia. Sopra e sotto questa immagine, ovviamente, le solite frasi che hanno come obiettivo quello di incentivare il click su questa sponsorizzazione tramite Meta, in questo caso Facebook.
Al momento il diretto interessato non ha ovviamente ancora commentato questa spiacevole vicenda del suo volto utilizzato per promuovere quella che, almeno così sembrerebbe, ha tutta l’aria di essere un’attività fraudolenta. Purtroppo non è il primo e, allo stesso tempo, c’è la sensazione che non sarà nemmeno l’ultimo dei Vip e dei personaggi famosi che cadrà vittima, quantomeno dal punto di vista dell’immagine, di queste persone che provano ad utilizzare il “gancio” di un volto noto per cercare di dare “sicurezza” ed in un certo qual modo garanzia di questo presunto investimento.
Insomma, per cercare nel limite del possibile di contrastare queste spiacevoli sponsorizzate, sarebbe il caso che Meta o tutte le piattaforma social associate facciano qualcosa nella speranza di bloccare sul nascere queste attività che non solo screditano il diretto interessato, ma anche e soprattutto mettono in pericolo i risparmi di milioni e milioni di italiani.
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