Penny Market, con i suoi quasi 500 punti vendita in Italia, si è trovata improvvisamente sotto i riflettori per voci di un possibile ridimensionamento. A scatenare la bufera è stato un articolo del Corriere della Sera, che ha parlato di piani in discussione all’interno del gruppo tedesco Rewe, proprietario del marchio. Una rete così ampia non si smantella senza conseguenze. Eppure, a stretto giro, Cewe — la società che gestisce Penny nel nostro Paese — ha risposto con fermezza: niente tagli né abbandoni. Il futuro resta confermato, almeno per ora.
Penny Market in Italia: una presenza radicata dal 1994
Penny Market fa parte del gruppo Rewe, un colosso tedesco della grande distribuzione attivo in vari Paesi. In Italia, Penny ha costruito una rete di supermercati di dimensioni contenute, rivolti al segmento discount, con quasi 500 punti vendita e un fatturato vicino ai 2 miliardi di euro. La sua storia nel nostro Paese parte nel 1994, quando Bernardo Caprotti, un nome storico della distribuzione italiana e fondatore di Esselunga, avviò una joint venture con Rewe. Da qui nacque il primo supermercato a Modena, che fu il trampolino per l’espansione in tutta Italia. Nel corso degli anni, il gruppo ha anche gestito i discount Billa, ceduti poi intorno al 2014 a Carrefour e Conad. La collaborazione con Esselunga si è conclusa dopo qualche tempo, ma ha lasciato un’impronta importante nell’organizzazione di Penny Market in Italia.
Rumors su cessione e uscita dal mercato: cosa c’è davvero?
Secondo fonti interne riportate dal Corriere, Penny Market starebbe valutando di vendere parte dei suoi supermercati o, in casi estremi, di lasciare il mercato italiano. Questa riflessione sarebbe legata a una valutazione interna di Rewe sulla sostenibilità dell’investimento, in un contesto di mercato in evoluzione. I punti vendita Penny sono generalmente di dimensioni medio-piccole, tra 1.000 e 1.500 metri quadrati, una misura che può limitare la capacità di competere con grandi gruppi come Conad o Esselunga, che invece gestiscono negozi più ampi e articolati. Parliamo però di una rete di quasi 500 negozi e di un giro d’affari importante. Dal gruppo Cewe, che gestisce Penny in Italia, arriva però una smentita secca: «Le voci di vendita o abbandono del mercato sono totalmente infondate».
Lidl e Aldi sullo sfondo: chi potrebbe subentrare?
Le indiscrezioni su possibili cambi di proprietà hanno subito fatto pensare a chi potrebbe rilevare i punti vendita Penny. In primo piano ci sono Lidl e Aldi, due colossi tedeschi già ben radicati nel nostro Paese nel settore discount. Entrambi hanno una presenza forte e gestiscono formati e superfici ben definiti, coprendo diverse fasce di mercato. Lidl, in particolare, ha ampliato rapidamente la sua rete in Italia negli ultimi anni, diventando un concorrente temibile nel segmento discount, mentre Aldi continua a rafforzarsi. L’acquisto di negozi Penny sarebbe per loro un’occasione strategica per espandersi ulteriormente, specialmente in zone dove manca una presenza forte.
Il caso Carrefour: un precedente recente
Questa ipotesi arriva in un momento di grande fermento nel mercato della grande distribuzione italiana. Solo di recente Carrefour ha ceduto la sua rete italiana al gruppo NewPrinces, guidato da Angelo Mastrolia. L’operazione ha riportato in vita insegne storiche come GS , un marchio noto e riconosciuto sul territorio. Questo caso mostra come grandi gruppi internazionali stiano ridimensionando la loro presenza, lasciando spazio a operatori nazionali o joint venture più locali. Per Penny Market, un’uscita simile a quella di Carrefour rappresenterebbe una svolta importante nel settore discount.
Cewe chiarisce: nessuna uscita, anzi nuovi investimenti nel 2024
Dopo le indiscrezioni, Cewe ha voluto mettere i puntini sulle i: nessun piano di vendita o chiusura. Al contrario, l’azienda punta a continuare a crescere in Italia, un mercato considerato strategico per il gruppo Rewe. La nota ufficiale parla di progetti di ammodernamento della rete, investimenti per migliorare la logistica e iniziative per la sostenibilità ambientale. Sono previste nuove aperture nel 2024. L’obiettivo è migliorare l’efficienza operativa, rafforzare la presenza in tutte le regioni italiane e aumentare la fedeltà dei clienti. Cewe non esclude nemmeno nuove acquisizioni, segno che vuole essere pronta a cogliere occasioni per espandere o migliorare la propria offerta.
La situazione resta dunque complessa ma dinamica. Penny Market si trova a un bivio: continuare a puntare su una presenza solida in Italia o adattarsi ai cambiamenti del mercato. Nei prossimi mesi sarà importante seguire con attenzione le dichiarazioni ufficiali e le mosse concrete del gruppo Rewe. Intanto, il settore discount resta uno dei più agguerriti e vivaci, con grandi nomi che si giocano la partita per conquistare i consumatori italiani.





