Money Muling, attenzione alla truffa: cos’è, come difendersi e perché è fondamentale saper riconoscerla

Cos’è la truffa del Money Muling e cosa c’è da sapere per non esserne complici di una pratica illegale: i dettagli

Il fenomeno delle truffe è purtroppo molto diffuso, con tante e diverse strategie organizzate e mese in campo dai malintenzionati, che vertono su varie modalità e pratiche. Proprio per questa ragione è di assoluta rilevanza informarsi, aggiornarsi ed approfondire le questioni per saperne di più e ridurre i rischi.

Truffa Money Muling
Truffa del Money Muling: cos’è e a cosa stare attenti – cityzen.it

In tale specifico caso, la truffa in questione è quella del Money Muling, dalle gravi conseguenze e traducile in modo letterale come mulo di denaro. Tale termine sta ad indicare un soggetto che riceve sul suo conto del denaro ottenuto in modo non legale da terzi, trasferendolo poi su altro conto. In cambio, si riceve una commissione.

Si tratta, come detto, di una pratica illegale, e chi svolgesse tale attività si renderebbe complice dei criminali i quali, mediante proprio il Money Muling, riescono a riciclare i soldi che provengono da attività non lecite. Si tratta dunque, essenzialmente, di riciclaggio di denaro.

Stando ai dati dell’Europol, oltre il novanta per cento delle transazioni che derivano dal Money Muling sono legata ad attività di phishing e non solo. Si collegano anche ad attacchi di tipo malware oppure frodi e-commerce.

La truffa viene dunque realizzata secondo tale pratica illegale, pratica di cui in molti casi i Money Mule ignorano di esserlo, vittime che non comprendono di esser coinvolti in attività illecite.

Purtroppo la maggior parte delle vittime del Money Muling non comprende di essere coinvolta in un’attività illegale.

Truffa del Money Muling, come funziona: chi sono i soggetti più colpiti e quali le modalità per reclutare

Desta dunque attenzione la truffa del Money Muling, la strategia in questione che vede, in molti casi, le persone venir reclutate attraverso delle finte proposte lavorative pubblicate online. Può essere il caso ad esempio delle piattaforme social oppure le app di messaggistica.

Truffa Money Muling
Truffa del Money Muling: attenzione a questa pratica illegale – cityzen.it

In particolare, i bersagli preferiti sono studenti, disoccupati e soggetti che versano in una condizione economica difficili, attirati dalla possibilità dei facili guadagni, e che finiscono per cadere in una truffa molto pericolosa. Ancor più nel dettaglio, fra quelli più colpiti, giovani fra dodici e ventuno anni.

Alcuni dei maggiori segnali che permettono di riconoscere una proposta di Money Muling si legano ad una richiesta di lavoro dove è incluso l’utilizzo del proprio conto per spostare il denaro, nonché una retribuzione molto elevata rispetto al lavoro che si richiede.

Poi, errori di ortografia e formattazione per l’offerta lavorativa. Ancora, i contratti presenti sulla proposta lavorativa includono indirizzo email che fanno uso di servizi web gratis, ad esempio Gmail, Hotmail o Libero, e poi non coincidono col nome dell’azienda.

Non si richiedono poi requsiti d’istituzione oppure particolari esperienza per lo svolgimento dell’attività lavorativa, non si prevede la firma di un contratto. scritto

Per non cadere nella trappola della truffa del Money Muling, e dunque non diventare un Money Mule, occorre ignorare tutte le offerte lavorative dove si richiede il trasferimento di denaro dal proprio conto a quello di un altro, e non bisogna mai fornire i propri dati del conto oppure della carta, tranne nei casi in cui si tranne di persone note e di cui ci si fidi.

È poi importante cercare quante più informazioni sia possibile sull’azienda oppure sulla persona che sta proponendo il lavoro. Infine, chi pensasse di esser vittima di tale pratica deve interrompere subito il trasferimento del denaro, informare le forze dell’ordine ed avvertire la propria banca oppure l’Istituito di moneta elettronica.

È possibile approfondire la tematica sul portale dell’Europol. Qui un approfondimento sul tema a cura di Europol; invece qui quello presente sul portale della Polizia Postale.

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