In Europa, quasi un quinto degli acquisti online riguarda l’abbigliamento. È un dato che emerge con chiarezza dall’ultimo studio sui dieci principali mercati digitali del continente. Da Madrid a Berlino, passando per Parigi e Roma, gli utenti cliccano sempre più spesso su capi e accessori, trasformando il settore moda in uno dei pilastri dell’e-commerce. Il tessile e il fashion non sono più una nicchia: sono una realtà consolidata, anche se con sfumature diverse a seconda del Paese.
Il rapporto del 2024 parla chiaro: il 20% della spesa online nei principali Paesi europei va all’abbigliamento, e questa quota è in crescita rispetto agli anni passati. In testa ci sono Regno Unito e Germania, dove i negozi digitali di moda sono molto sviluppati. Nel complesso, il tessile resta uno dei motori dell’e-commerce, spinto da un’offerta ampia e dalla comodità di comprare con smartphone e pc.
A spingere il settore sono anche le piattaforme specializzate in abbigliamento e accessori, che hanno rivoluzionato il rapporto tra marchi e clienti. Molti brand hanno investito in tecnologie come la realtà aumentata per rendere più semplice la prova degli abiti online, incoraggiando così gli acquisti digitali. E non sono più solo i giovani a comprare moda sul web, ma anche fasce d’età più adulte.
Anche se la media è del 20%, lo studio mette in luce differenze importanti tra i vari Paesi. Nei Paesi nordici, come Svezia e Finlandia, la percentuale si ferma intorno al 15%, mentre in Italia e Spagna supera il 22%. A influire sono fattori come la diffusione della connessione veloce, la fiducia negli acquisti online e le abitudini culturali legate alla moda.
In Italia, per esempio, la passione per il made in Italy e per la moda tradizionale si traduce in una forte domanda di prodotti di qualità anche online. La digitalizzazione del fashion italiano ha beneficiato della presenza di e-commerce locali, che attraggono clienti con offerte su misura. Invece, nei Paesi del Nord Europa si punta più alla funzionalità che all’ultimo trend, e questo si riflette nel peso minore dell’abbigliamento negli acquisti digitali.
Un elemento chiave dietro la crescita degli acquisti di abbigliamento online è stata la pandemia di Covid-19. I lockdown hanno cambiato le abitudini, spingendo molti a scoprire o intensificare l’uso dei servizi digitali per comprare vestiti senza uscire. Nel 2023 e nel 2024, questa tendenza si è consolidata con numeri ancora più solidi.
Le aziende più avanti hanno inserito nei loro siti funzioni innovative, come chatbot per l’assistenza, strumenti per personalizzare i capi e sistemi di realtà virtuale per provare gli abiti. Così si riduce l’incertezza dell’acquisto a distanza e aumenta la soddisfazione del cliente. Inoltre, la spinta verso la sostenibilità ha portato alcune marche a lanciare collezioni eco-friendly disponibili solo online, attirando un pubblico più attento e consapevole.
Secondo l’analisi, la quota dell’abbigliamento nelle vendite online continuerà a salire nei prossimi anni. Il segreto sarà l’uso di tecnologie sempre più avanzate e campagne mirate per fidelizzare i clienti via web, così da restare competitivi. Anche i fattori socioeconomici giocheranno un ruolo: cresce l’accesso a internet nelle zone meno urbanizzate, ampliando il mercato.
Il marketing digitale punterà sempre di più a migliorare l’esperienza d’acquisto, combinando creatività e praticità per attirare clienti di ogni tipo. In Europa, la moda online non è più una nicchia, ma un pezzo importante del commercio digitale. Chi saprà innovare senza perdere il contatto con i bisogni reali dei consumatori avrà un vantaggio nel mercato globale.
I dati raccontano così una storia chiara sull’evoluzione del retail in Europa: l’abbigliamento resta un settore chiave e un indicatore delle trasformazioni in corso nel modo di comprare oggi.
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