A Milano, una striscia di nastro adesivo ha scatenato un putiferio. Sulla corsia preferenziale 90-91, tra viale Serra e piazzale Lodi, un divieto temporaneo è stato segnalato in modo così approssimativo da trarre in inganno motociclisti e ciclomotoristi. È successo nel bel mezzo dei preparativi per i Giochi Olimpici Milano-Cortina, ma la sorpresa è stata forte: molti non si sono accorti della novità, finendo multati. Tra loro, l’avvocato Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano, che ha già raccolto 18 multe e ora ne contesta la validità. Le polemiche sono esplose in un attimo.
Il tratto di strada normalmente aperto a moto, ciclomotori, bici, taxi e autobus è stato chiuso temporaneamente dal 2 febbraio al 18 marzo 2024 per i lavori legati alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina. Peccato che la comunicazione agli utenti sia stata praticamente inesistente. L’unico segnale? Un pezzo di scotch a forma di “X” posato sull’icona dei motocicli su un cartello stradale, senza alcun cartello aggiuntivo o avviso preventivo come invece richiede la legge.
Questa segnalazione così minimale ha creato molta confusione, rendendo praticamente impossibile per tanti motociclisti accorgersi del divieto. Benenti ha ricordato che, secondo il Regolamento di Attuazione del Codice della Strada, i segnali di divieto in città devono essere ben visibili almeno a 80 metri dal punto interessato. Qui invece nulla di tutto ciò è stato fatto. Il risultato? Numerosi automobilisti multati senza aver avuto modo di sapere del cambio.
Uno dei nodi più spinosi è come sono state elevate le multe. Le telecamere lungo la corsia hanno scattato foto in rapida successione, facendo arrivare sanzioni multiple per la stessa infrazione nel corso di una singola giornata. Così, alcuni motociclisti si sono ritrovati con multe a ripetizione mentre percorrevano quel breve tratto, senza che nessuno li fermasse o li avvisasse in modo chiaro.
Benenti, che usa quella strada ogni giorno per andare al lavoro, ha incassato 18 multe da 89 euro l’una, con la riduzione a 58 euro se pagate entro 5 giorni. Il totale supera i 1.600 euro. Nessuna multa è stata saldata: l’avvocato ha già avviato il ricorso, supportando altri motociclisti nella stessa situazione. E non è escluso che nuove notifiche stiano per arrivare ad altri utenti.
Federconsumatori Milano ha ricevuto molte segnalazioni di persone multate ingiustamente per questo divieto mal segnalato. Il centralino dell’associazione è stato preso d’assalto da richieste di aiuto e al momento sono almeno una quindicina gli iscritti che hanno aderito al ricorso, con la possibilità che il numero cresca.
L’associazione ha già affrontato casi simili, come le multe per autovelox sul cavalcavia del Ghisallo o le sanzioni nell’Area B di Milano, dove spesso la segnaletica era poco chiara. Ma qui la situazione è diversa: non si tratta di un cartello poco visibile, ma di un semplice nastro adesivo che nascondeva un’indicazione di passaggio consentito. Federconsumatori definisce questa segnaletica un’improvvisazione, assolutamente insufficiente per informare gli utenti.
Gli uffici della Polizia Locale di via Friuli stanno registrando un aumento di reclami da parte di chi ha ricevuto le multe. Federconsumatori ha già iniziato a presentare i ricorsi, ricordando che c’è tempo 30 giorni dalla notifica per contestare la sanzione. Chi paga entro 5 giorni può avere lo sconto, ma chi fa ricorso non deve pagare subito.
L’associazione sta organizzando un incontro con il Comune di Milano per chiedere l’annullamento d’ufficio di tutte le multe legate a questo caso, cercando una soluzione senza dover andare in tribunale. Chi ha già pagato, però, non ha diritto al rimborso automatico. Per questo motivo molti sono seguiti nel ricorso amministrativo e, se serve, in sede giudiziaria. La vicenda sottolinea quanto sia importante una segnaletica chiara per garantire sicurezza e giustizia nelle sanzioni stradali.
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