Gli Stati Uniti avevano chiesto di utilizzare la base di Sigonella per lanciare attacchi con cacciabombardieri nel Golfo Persico. Il governo italiano ha detto no. La decisione riguarda solo le operazioni offensive dirette, mentre il supporto tecnico già in corso resta intatto. A spiegare la posizione italiana, Giorgia Meloni è intervenuta con una nota ufficiale: nessuna crepa nei rapporti con Washington, ha sottolineato, ma solo il rispetto delle regole e delle istituzioni italiane.
Sigonella, no alle missioni offensive: la linea del governo
Al centro della vicenda c’è la base di Sigonella, in Sicilia, strategica per gli Usa e i loro alleati. Finora l’Italia ha consentito l’uso della struttura per rifornimenti e manutenzioni. Ma la richiesta americana di impiegarla come base per lanci di attacchi contro l’Iran ha trovato il muro del ministro della Difesa Guido Crosetto, sostenuto da Meloni.
Palazzo Chigi sottolinea che questa posizione non è una novità nei rapporti tra i due Paesi. Ogni domanda di uso militare diretto viene valutata con attenzione, rispettando sia gli accordi internazionali sia le decisioni condivise con il Parlamento. Nessuna autorizzazione è automatica: ogni passo passa da un controllo istituzionale severo.
Il governo ribadisce così il principio di sovranità nazionale. E avverte che anche in futuro, di fronte a nuove richieste di coinvolgimento militare, la linea resterà la stessa. Decisioni prese solo dopo un ampio consenso parlamentare e con l’interesse nazionale sempre al primo posto.
Meloni: nessuna crisi con gli Usa, rapporti saldi e collaborazione trasparente
La premier Meloni ha voluto spegnere sul nascere ogni ipotesi di tensione con Washington. La linea italiana, ha spiegato, non è cambiata e non ha provocato attriti. I rapporti con gli Stati Uniti restano forti, basati su una collaborazione aperta e onesta.
Di fronte alle speculazioni di questi giorni, Palazzo Chigi ricorda che le richieste americane vengono esaminate con attenzione, ma sempre nel rispetto delle procedure italiane. Il dialogo resta aperto, ma senza rinunciare alle regole e ai controlli interni. Mantenere stabili le relazioni diplomatiche è una priorità, soprattutto in un contesto internazionale così complesso.
Meloni aveva già chiarito in Parlamento, in vista del Consiglio Europeo di marzo 2024, che finora l’Italia non ha partecipato a operazioni “cinetiche” — cioè offensive — e che ogni futura richiesta sarà valutata con cura e condivisa con il Parlamento. Un modo per garantire trasparenza e controllo democratico.
Trattati internazionali e interesse nazionale: la linea del governo
Il governo conferma il suo impegno a rispettare tutti i trattati e accordi internazionali sottoscritti dall’Italia. La politica estera si basa su questo rispetto, soprattutto in un momento di grande tensione globale, dove ogni mossa conta.
In particolare, la richiesta Usa di usare Sigonella per missioni in una zona delicata come il Golfo Persico richiede una valutazione attenta, sia sul piano strategico che politico. Il governo applica quindi un iter rigoroso, con passaggi istituzionali che coinvolgono il Parlamento, la legge e la tutela delle relazioni con i partner internazionali.
Questa scelta evita decisioni prese da sole e garantisce all’Italia una posizione credibile e responsabile. Allo stesso tempo assicura agli alleati un interlocutore serio, che rispetta gli impegni ma difende la sicurezza e la sovranità del Paese.
Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato per la situazione internazionale in Medio Oriente. L’Italia conferma così la sua posizione: ferma ma equilibrata, aperta alla cooperazione e al dialogo, senza però rinunciare al controllo delle scelte che spettano al governo e al Parlamento.





