«Non si protesta durante l’esame», ha detto il ministro Valditara, ma gli studenti di Maturità 2024 hanno scelto un’altra strada. Niente slogan urlati o sit-in rumorosi: nelle aule d’esame, tra una risposta e l’altra, arriva una lettera. Una lettera che le commissioni devono leggere e inserire nel verbale, un gesto silenzioso ma carico di significato. Dietro l’iniziativa, la Rete degli Studenti Medi, che con parole precise punta il dito contro le crepe di un sistema scolastico troppo spesso ignorato. Dopo il silenzio collettivo dello scorso anno, questa protesta è più sottile, ma non meno ferma.
L’anno scorso gli studenti avevano scelto il silenzio come forma di dissenso durante gli esami. Quel gesto aveva colpito l’opinione pubblica, segnalando un disagio diffuso verso una scuola troppo orientata alla competizione e poco attenta alle capacità critiche degli studenti. Grazie anche alla media delle prove scritte, molti avevano superato gli esami senza rinunciare alla loro protesta.
Nel 2024, con gli orali in corso, la forma di protesta cambia: niente interruzioni o gesti plateali, ma una lettera da consegnare alle commissioni, con la richiesta che venga messa a verbale. Un modo per lasciare una traccia ufficiale e coinvolgere direttamente chi valuta il percorso scolastico.
Il testo consegnato agli esaminatori, lungo circa dieci pagine, descrive un quadro critico della scuola italiana. La prima accusa riguarda il modello di valutazione, che secondo gli studenti premia la memorizzazione a scapito dell’analisi e della riflessione personale. Questo metodo, sostengono, soffoca il pensiero critico e aumenta lo stress, con rischi anche per la salute mentale.
Non mancano le critiche alla formazione scuola-lavoro, spesso vissuta come un semplice adempimento burocratico piuttosto che un’esperienza formativa vera. Viene poi contestato il sistema dei crediti e il nuovo curriculum, che rischiano di trasformarsi in un filtro sociale. L’accesso alle attività extrascolastiche, infatti, è influenzato dalle condizioni economiche delle famiglie, alimentando disuguaglianze già presenti.
Una parte consistente della lettera è dedicata all’esame orale, definito “una maxi interrogazione” che più che valorizzare il pensiero critico misura la capacità di rispondere sotto pressione. Gli studenti lo percepiscono come un momento stressante e poco rappresentativo delle loro competenze.
Le nuove regole del ministero, che dal 2024 impongono di sostenere tutte e tre le prove – scritte e orale – per non rischiare la bocciatura, sono considerate un modo per stroncare ogni forma di dissenso. Nella lettera si parla apertamente di un tentativo di “silenziare il dissenso e azzerare il senso critico”, definendo la norma come una “dimostrazione di autoritarismo”.
Meriem Aloui, portavoce della Rete degli Studenti Medi, ricorda che le richieste avanzate lo scorso anno non hanno mai trovato risposta dal ministero. L’assenza di dialogo ha spinto gli studenti a farsi sentire di nuovo, questa volta con una protesta più istituzionale.
Aloui mette in guardia sul rischio che l’esame orale trasmetta un’idea sbagliata di scuola: non un luogo di crescita e pensiero critico, ma solo un banco di prova per la memoria. La scuola dovrebbe invece formare cittadini capaci di ragionare in modo autonomo.
Inoltre, la questione dei crediti scolastici ed extrascolastici è vista come un problema che acuisce le disuguaglianze sociali. Non tutti gli studenti hanno le stesse possibilità di accedere ad attività che arricchiscono il curriculum, perché richiedono risorse economiche e ambientali non sempre alla portata di tutti.
Mentre alcuni studenti consegnano la lettera chiedendo che venga messa a verbale, altri esitano per paura di ritorsioni. La tensione tra ragazzi e istituzioni resta alta e questo limita la partecipazione.
Le commissioni, però, stanno accogliendo la richiesta, ascoltando le ragioni degli studenti e inserendo le critiche nel verbale ufficiale. Un segnale che racconta un clima fatto di rigore ma anche di crescente malcontento, dove il dialogo fatica a decollare.
Questa nuova forma di protesta durante la maturità è un campanello d’allarme che scuote il sistema scolastico. Le criticità denunciate non possono più essere ignorate. Intanto, mentre gli esami proseguono in tutta Italia, la voce degli studenti continua a farsi sentire, tra mobilitazione e riflessione.
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