Malia Obama, la figlia dell’ex presidente diventa regista: ecco di cosa parla il suo cortometraggio

Dopo una vita passata nell’ombra di suo padre, la giovane Malia Obama si sta affermando nel mondo del cinema. Ecco il suo esordio da regista

Malia aveva solo 11 anni quando suo padre è diventato il Presidente degli Stati Uniti. Improvvisamente la sua vita e quella di sua sorella minore Sasha, che all’epoca aveva solo 7 anni, sono diventate di dominio pubblico.

Per anni Malia ha cercato di non vivere sotto i riflettori: si è laureata ad Harvard nel 2021 e ha sempre cercato di tenere un profilo basso, evitando scandali e social media. Fino ad ora.

Malia ha deciso di uscire allo scoperto per amore della sua passione per il cinema, è ha debuttato come regista al Sundance Film Festival con il suo cortometraggio The Heart.

Scopriamo di più su questo amore segreto per il cinema e sui traguardi che la giovane Malia sta già collezionando, mostrandosi al mondo non più solo come “la figlia del presidente”, ma come una giovane stella del cinema.

Famiglia Obama
La famiglia Obama con la piccola Malia – cityzen.it

I primi passi nel mondo di Hollywood

Malia Obama è appassionata di cinema da sempre, infatti fin dal liceo ha cercato di entrare in questo mondo difficile attraverso numerosi stage nel settore.

Dopo essersi laureata ad Harvard, ha capito che se voleva intraprendere quella strada doveva fare sul serio, così Malia ha deciso di trasferirsi nella soleggiata Los Angeles per inseguire il suo sogno cinematografico.

Proprio qui ha iniziato a scrivere la sceneggiatura di Swarm, una serie tv del regista e attore Donald Glever, rilasciata del 2023 su Amazon Prime Video. In questa storia si trattano temi probabilmente molto sentiti dalla stessa Malia, ovvero gli aspetti più problematici della celebrità e il lato oscuro che spesso porta con sé.

Ma non è tutto, perché in quegli stessi anni Malia si è dedicata anche ad un altro importante progetto: la realizzazione del suo primo cortometraggio. Ed è proprio di questo che vogliamo parlarvi oggi.

Il debutto di Malia Obama al Sundance Film Festival

Sundance Music Festival esterno
Sundance Music Festival – Creative Commons Attribution 2.0 – cityzen.it

 

A soli 25 anni Malia ha realizzato un cortometraggio con cui ha debuttato al Sundance Film Festival, il celebre festival cinematografico di Park City. Si tratta di un enorme traguardo per lei e un vero e proprio riscatto personale: un modo per affermarsi e uscire dall’ingombrante ombra paterna.

Quello del festival è stato il suo primo red carpet in solitaria, senza la presenza del resto della famiglia. E stavolta Malia ha scelto da sola di mettersi sotto ai riflettori, per mostrare al mondo la sua bravura e il suo talento come sceneggiatrice e regista.

Malia ha deciso di firmarsi come Malia Ann, ovvero il suo secondo nome di battesimo. Probabilmente per cercare di discostarsi il più possibile dall’importanza mediatica di suo padre e fare in modo che il cognome Obama non oscurasse l’intero contenuto del suo cortometraggio.

Di cosa parla The Heart, il primo cortometraggio di Malia Obama?

The Heart è un cortometraggio di 18 minuti scritto e diretto da Malia, con l’aiuto di Tunde Adebimpe e laTonya Borsay.

La storia è incentrata su un uomo che soffre per la morte della madre, la quale ha lasciato nel suo testamento una richiesta molto insolita per il figlio. La stessa Malia ha descritto il suo corto come una “piccola storia strana”, simile ad una favola, che vuole essere un modo per fare sentire le persone meno sole e ricordare loro di rimanere fedeli a chi sono davvero e non perdersi per strada.

“Il film parla di oggetti perduti e persone sole, ma anche di perdono e rimpianti, ma penso che si impegni anche per svelare la tenerezza e l’intimità che esiste in queste cose. Spero che vi piaccia il film e che vi faccia sentire meno soli, o almeno vi ricordi di non dimenticare mai le persone che siete”

 

 

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 L’importante supporto di Donald Glover

L’attore e proprietario della casa di produzione Gilga è stato il primo a credere nelle potenzialità di Malia, e lui stesso le ha dato una mano a realizzare The Heart.

Non appena Malia ha cominciato a muovere i primi passi nell’incerto mondo di Hollywood attraverso uno stage per la Weinstein Company, Glover l’ha scelta come membro della writer room della serie Swarm, nominata addirittura agli Emmy. Infatti, Malia ha firmato la sceneggiatura del quinto episodio della famosa serie di Amazon Prime Video, insieme a Janine Nabers.

Ovviamente tutti sapevano di chi fosse figlia Malia, ma questo non ha influenzato in alcun modo il giudizio di Glover, che ha voluto precisare che se Malia oggi si trova dove si trova è principalmente per il suo talento e per aver saputo dimostrare di che pasta è fatta con il giusto tempismo:

La prima cosa che abbiamo fatto è stata parlare del fatto che quella sarebbe stata la sua unica occasione. Sei la figlia di Obama. Se parti con un brutto film resti segnata”

In queste parole si può percepire il rischio che un cognome importante come il suo ha comportato per la giovane Malia, infatti non sempre essere conosciuti significa avere più porte aperte, anzi, spesso significa avere semplicemente più occhi puntati, pronti a giudicare ogni tua mossa in modo, spesso, crudele.

The Heart comincia a conquistare i primi cuori

Le prime recensioni del cortometraggio hanno cominciato a circolare e, a quanto pare, la ex first daughter è un vero e proprio talento del cinema. Infatti, su Letterboxd molti definiscono il suo corto come “davvero sorprendente”.

 

In conclusione, Malia ha dimostrato di essere molto più del suo cognome: è riuscita a farsi strada nel mondo del cinema con determinazione, cercando di muoversi con le sue gambe e di dimostrare il suo valore a fatti. Non ha scelto lei di essere messa sotto i riflettori da piccola, ma stavolta lo sta facendo di sua volontà e non per mettere in mostra sé stessa, ma il suo lavoro e gli anni di sacrifici e speranze che l’hanno portata dove si trova ora.

Non vediamo l’ora di scoprire quanta strada riuscirà a fare questo giovane talento, e di poter leggere il suo nome in parecchi titoli di coda.

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