Le elezioni del 2027 si avvicinano e la Sicilia non è mai stata così al centro del gioco politico. Controcorrente, il partito fondato da Ismaele La Vardera – ex inviato delle Iene e ora deputato siciliano – sta guadagnando terreno con una rapidità sorprendente. Non è solo una questione di numeri nei sondaggi o della recente vittoria alle amministrative di Agrigento. Dietro c’è un progetto ambizioso, che va ben oltre i confini isolani. La Vardera guarda a Roma, dove si preparano alleanze importanti, tra cui quella con Alessandro Di Battista, che potrebbe trasformare Controcorrente da movimento regionale a protagonista della scena politica nazionale.
Il movimento nasce da una scissione che si è consumata poco più di un anno fa. La Vardera, classe 1993, ha costruito la sua fama nel giornalismo televisivo come inviato delle Iene su Italia 1. Nel 2022 era presidente federale e portavoce di Sud chiama Nord , il movimento regionale guidato da Cateno De Luca, con cui aveva collaborato durante la campagna elettorale.
Dopo la vittoria di Renato Schifani, La Vardera si è ritrovato all’opposizione e le tensioni interne sono esplose fino alla rottura definitiva nell’ottobre 2024. Il nodo era la possibile apertura di ScN verso il centrodestra siciliano, un’ipotesi che lui ha respinto con decisione, scegliendo di proseguire come deputato nel Gruppo Misto. Pochi mesi dopo, nel gennaio 2025, è nato Controcorrente.
Nonostante sia un partito appena nato, ha subito attratto diversi amministratori locali, tra cui otto sindaci. In Assemblea regionale si sono uniti al movimento anche tre deputati provenienti dal Movimento 5 Stelle e da Forza Italia: Carlo Gilistro, Josè Marano e Alessandro De Leo. La Vardera ha chiarito che il loro ingresso è stato spontaneo, negando qualsiasi “scippo”.
Controcorrente si è presentato come un’alternativa ai partiti tradizionali del centrosinistra siciliano, ma ha conquistato voti anche oltre questo fronte. I sondaggi lo danno in testa tra i candidati alle prossime regionali con un 20% di preferenze, ben sopra la soglia di sbarramento del 5%.
Un segnale chiaro è arrivato dal ballottaggio di Agrigento, dove il candidato di Controcorrente ha interrotto un dominio ventennale del centrodestra, raccogliendo consensi anche tra gli elettori di destra grazie al voto disgiunto. Un risultato che conferma la strategia di puntare a un elettorato deluso da entrambi gli schieramenti principali.
La Vardera definisce il suo movimento “al di là dei partiti”, concentrato su “battaglie identitarie” e temi sociali tradizionalmente legati al centrosinistra, ma capace di attrarre anche chi si sente lontano dal centrodestra. Da qui nasce la sua proposta di rappresentare una Sicilia che non si riconosce nell’attuale governo regionale, giudicato “disastroso”.
Pur focalizzato sulla Sicilia, La Vardera ha mire più grandi. Nel breve periodo vuole consolidare la presenza sul territorio, ma punta a costruire una rete nazionale. Diverse richieste da amministratori di altre regioni hanno manifestato interesse ad aprire sedi del movimento fuori dall’isola.
I rapporti con il “campo largo” – Pd e Movimento 5 Stelle – sono definiti “cordiali”, a patto che si condivida la critica dura all’attuale governo siciliano. Tuttavia, La Vardera percepisce una certa diffidenza, sentendosi visto come una “mezza minaccia”.
Sul fronte centrista, i legami con Casa Riformista sono buoni, così come con il Partito Civico di Alessandro Onorato. Un ruolo chiave nel panorama nazionale potrebbe giocarlo l’intesa con Alessandro Di Battista, ex parlamentare M5S. La Vardera segue con attenzione i suoi movimenti e non esclude una federazione o un’alleanza con un eventuale partito nazionale che Di Battista dovesse fondare o sostenere.
Questa prospettiva aprirebbe la strada a un’aggregazione più ampia, superando i confini regionali. Controcorrente, quindi, non è solo un progetto elettorale siciliano, ma punta a un futuro più strutturato a livello nazionale.
Nel 2025, la scena politica siciliana vede La Vardera e il suo movimento in ascesa, pronti a giocare un ruolo chiave sia in regione che – potenzialmente – nel panorama italiano. Le prossime elezioni saranno il banco di prova decisivo per questo nuovo protagonista.
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