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Inquinamento come negli anni ’70, anzi peggio: cosa finisce nelle nostre tavole

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Stefania Guerra

Uno studio recente ha svelato una realtà preoccupante: l’inquinamento dei nostri mari è altissimo e i pesci sono contaminati.

Anche se negli ultimi anni si è prestata molta più attenzione all’ambiente, l’inquinamento preesistente è ancora in circolo, e chissà quanto tempo passerà prima che svanisca, o torni a livelli “accettabili”.

L’inquinamento nei mari continua a nuocere alla salute dei pesci e degli umani – Cityzenz.it

Più in particolare, si è scoperto che il tonno contaminato da Mercurio è ancora un problema molto grave: un recente studio ha analizzato 3000 campioni di tonno provenienti da vari mari e ciò che è emerso deve far riflettere.

Il tonno è ancora contaminato da Mercurio, l’inquinamento persiste e la salute dei consumatori è a serio rischio

Una recente analisi ha permesso di scoprire, purtroppo, che il tonno è ancora un pesce contaminato da Mercurio, e a livelli pressoché immutati rispetto a 30 anni fa.

Il tonno che mangiamo, fresco o in scatola, è ancora contaminato da Mercurio, come 30 anni fa – Cityzen.it

Per arrivare a questa conclusione, gli scienziati hanno analizzato 3000 campioni di tonno prelevati dai mari Pacifico, Atlantico e Indiano. È emerso che i livelli di contaminazione non sono variati praticamente affatto dal 1971 al 2022. 

Il motivo per cui niente è cambiato non va ricercato nelle poche azioni adottate per ridurre l’inquinamento. Infatti secondo gli esperti i pesci continuano a vivere in mari dove il mercurio sparso nei decenni scorsi si è accumulato sui fondali. L’aver ridotto l’inquinamento, dunque, non ci salva, perché ancora subiamo gli effetti delle azioni passate.

Il mercurio trovato nei campioni di tonno non ha superato i livelli di legge, però non è che faccia bene alla salute a prescindere, ingerire continuativamente piccole dosi di metalli pesanti. Infatti gli scienziati sottolineano che mangiare troppo spesso il tonno (fresco o in scatola, è uguale) può arrecare danni seri soprattutto ai fragili, come i bambini, gli anziani e le donne incinte.

L’avvelenamento da mercurio, infatti, può causare danni cerebrali nei feti e avere gravi ripercussioni sul sistema nervoso, digestivo e immunitario.

Questa scoperta ci fa capire che nonostante l’impegno a ridurre le emissioni inquinanti, la nostra salute è ancora in pericolo e non si può abbassare la guardia. L’unico modo per tutelarsi è quello di ridurre il consumo di tonno, di qualsiasi genere, anche se non è necessario smettere totalmente di integrarlo nella dieta. Piuttosto, si potrebbe orientare la scelta verso pesci sani, che danno sostanze nutrienti ma che non sono contaminati come il tonno, come ad esempio sgombri e sardine, oppure scegliere il tonno delle varietà pinna gialla e skipjack, che contengono in media molto meno mercurio del tonno alalunga.

Stefania Guerra

Appassionata di lettura e di scrittura creativa, autrice di un racconto e di un romanzo, opero nel copywriting e nel digital marketing dal 2018; collaboro con diversi siti di informazione e per una testata giornalistica.

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