Il Fisco può verificare se i soggetti possiedono dei conti correnti intestati e quanta liquidità vi è depositata. Scopriamo in che modo.
È possibile conoscere se una determinata persona risulta intestataria di un conto corrente bancario o postale.
A stabilire questa possibilità è la legge e, in particolare, il codice di procedura civile, che sancisce il diritto di ogni privato di scoprire i rapporti finanziari appartenenti a un debitore. C’è, infatti, un’apposita banca dati, (l’Anagrafe dei conti correnti o Registro dei rapporti finanziari), nella quale sono presenti i contratti stipulati tra gli intermediari finanziari e le persone fisiche o giuridiche.
In questo modo, è possibile scoprire non solo l’intestazione di conti correnti ma anche il possesso di cassette di sicurezza, deposito titoli, libretti o carte prepagate.
Per accedere a tutti questi dati, tuttavia, è necessario seguire una precisa procedura, scopriamo quale.
Ai sensi dell’art. 492 bis del codice di procedura civile, è possibile scoprire se un soggetto debitore vanta dei rapporti finanziari, per capire se ci sono dei crediti da poter pignorare.
Non tutti, ovviamente, possono accedere a tali informazioni, perché bisogna essere muniti di un titolo esecutivo (sentenza di condanna, decreto ingiuntivo definitivo, assegno o cambiale scaduti, contratto di mutuo). È, poi, necessario notificare l’atto di precetto al debitore, intimandogli di pagare entro 10 giorni e, infine, inviare richiesta al Presidente del Tribunale per ottenere l’autorizzazione all’accesso ai dati dell’Anagrafe dei conti correnti.
Grazie a questa operazione, si può scoprire la banca presso la quale sono aperti i conti correnti intestati al debitore e tutte le informazioni a essi relative, come le cifre depositate.
Dopo aver ricevuto il pignoramento, la banca non può sottrarsi al rilascio della dichiarazione che attesta l’esistenza o meno di rapporti finanziari attivi. Se il debitore è intestatario di un conto corrente presso l’istituto di credito, il creditore può procedere con l’iscrizione a ruolo del pignoramento e iniziare la procedura di riscossione delle somme spettanti.
Se non ricorrono tutti i requisiti che abbiamo appena illustrato, la banca non deve rilasciare informazioni relative ai propri clienti a terzi estranei.
Allo stesso tempo, però, le agenzie investigative private, previa autorizzazione prefettizia per attività investigativa, possono compiere indagini per i propri clienti, anche allo scopo di individuare eventuali conti correnti bancari o postali usati dal debitore. In alcuni casi, l’attività degli investigatori privati può risultare essenziale, perché riescono a reperire dati anche più dettagliati rispetto a quelli forniti dall’Anagrafe dei conti correnti.
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