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Il cellulare del futuro si sbloccherà con il respiro: la grande invenzione che stupisce

Published by
Katia Russo

Altro che sguardo e password segrete, il cellulare del futuro si sbloccherà con il solo respiro del proprietario. Ecco la grande scoperta.

Più andiamo avanti con la tecnologia e più ci sono sviluppi davvero sensazionali che ci danno l’impressione che il 3000 sia ormai alle porte. Questa volta è il cellulare ad essere l’oggetto di interesse di un simile progresso. Se fino a questo momento per tenere ben segreta la propria privacy bisognava digitare qualche password oppure far vedere il proprio volto, tra poco le cose cambieranno.

Nuova modalità di sblocco del cellulare: tra qualche anno servirà semplicemente respirare – Cityzen.it

Nel corso degli anni il cellulare è mutato tantissimo, passando dall’essere un oggetto che usavamo solo per le chiamate e per inviare i messaggi, fino a diventare un’agenda, un orologio e molto altro ancora. Siamo passati dai cellulari con i tastierini a quelli touch, ma quanto ancora ci potranno sorprendere?

Leggi anche: Attenzione al proprio WhatsApp: adesso anche i gruppi diventano pericolosi!

Cellulari che si sbloccheranno col respiro, cosa significa?

Chi ha fatto una scoperta del genere sono gli scienziati del Madras Institute of Technology di Chennai, i quali, proprio per caso, hanno cominciato a sperimentare i dati respiratori che venivano registrati da un sensore di velocità di aria per capire se, tali sensori, potessero essere letti dall’intelligenza artificiale.

Una scoperta davvero casuale – Cityzen.it

Inizialmente, l’interesse di questo gruppo di scienziati era quello di aiutare le persone ad indentificare delle difficoltà di tipo respiratorie, così da riuscire a realizzare dei farmaci molto più efficaci e che arrivassero dritti al nocciolo del problema. Ma le cose sono andate diversamente e si è pensato di impiegare questa simile innovazione anche al mondo della tecnologia.

La ricerca condotta dagli studiosi

Gli scienziati hanno preso in considerazione 94 volontari di entrambi i sessi i quali si sono sottoposti alla registrazione di 10 respiri consecutivi, attraverso un sensore di velocità d’aria che poteva effettuare più di 10.000 letture al secondo. In seguito, un software AI ha raccolto i dati necessari. I ricercatori, grazie allo stesso, hanno verificato un’accuratezza del 97% nel caso in cui un nuovo respiro provenisse da un soggetto sotto esame, calcolandone semplicemente la velocità.

Tuttavia, la situazione si potrebbe sempre migliorare inserendo dei nuovi parametri, come ad esempio la rilevazione della densità dell’aria, della temperatura, della composizione e altro ancora. Per il momento, si resta fermi alla pura indagine, non si quando questo procedimento entrerà in mercato e se, soprattutto riuscirà ad entrarci. Pertanto, attendiamo nuovi aggiornamenti.

Katia Russo

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