Icardi vs Wanda Nara: Tribunale di Milano autorizza passaporti per le figlie senza il consenso del calciatore

A Milano, il tribunale civile ha preso una decisione che cambia le carte in tavola tra Mauro Icardi e Wanda Nara. La giudice tutelare Cristina Bassi ha dato il via libera al rilascio dei passaporti per le loro due figlie minori, senza bisogno del consenso dell’ex attaccante dell’Inter. Per Nara, una vittoria importante, che sblocca una situazione bloccata da tempo e consente alle bambine di viaggiare senza impedimenti. Dietro questa sentenza c’è molto più di un semplice documento: c’è la possibilità di vivere la famiglia senza ostacoli legali o personali.

Furto in villa e passaporti bloccati: la scintilla del conflitto

Tutto nasce da un furto nell’abitazione di Wanda Nara a Galliate, in provincia di Novara, dove sono stati sottratti oggetti di valore e, soprattutto, i documenti personali delle bambine. Da qui è scoppiata la tensione tra i genitori. La showgirl ha denunciato un vero e proprio ostruzionismo da parte di Icardi, che avrebbe rallentato apposta la firma delle autorizzazioni necessarie per ottenere nuovi passaporti. Secondo Nara, questo blocco impedirebbe alle figlie di tornare in Argentina, dove vivono stabilmente dal settembre 2023.

Dall’altra parte, Icardi e i suoi legali, Valeria De Vellis e Raffaele Rigitano, non hanno esitato a far sentire la loro voce. L’ex calciatore ha messo in dubbio la legittimità della sottrazione delle figlie e ha contestato la competenza del Tribunale di Milano a decidere su questa questione. Ne è nata una disputa non solo familiare, ma anche giuridica, che mette in luce le difficoltà di un caso delicato sotto molti punti di vista.

La sentenza che cambia le carte in tavola

La giudice Cristina Bassi ha messo fine a uno stallo. Nel suo decreto ha respinto con fermezza le obiezioni di Icardi, definendo il suo rifiuto di firmare “non giustificato”. Ha sottolineato che il comportamento dell’ex attaccante appare “quanto meno ondivago”, lasciando intendere una certa incoerenza nelle sue azioni. Soprattutto, ha ricordato che un diniego avrebbe costretto le bambine a restare in Italia, paese dove non vivono più da tempo, andando contro il loro interesse superiore.

La decisione è stata esecutiva subito e ha autorizzato il rilascio dei passaporti senza bisogno del consenso paterno. Questo ha permesso a Wanda Nara di avviare rapidamente le pratiche, evitando ulteriori ritardi che avrebbero potuto creare problemi alle minori e alla famiglia. Inoltre, il Tribunale ha condannato Icardi a pagare le spese legali, a conferma della solidità della richiesta della madre.

Cosa non cambia con questa sentenza

È importante chiarire che il decreto della giudice Bassi riguarda solo l’urgenza del rilascio dei passaporti. Non entra nel merito di questioni più complesse come l’affidamento, il luogo di residenza delle bambine o le accuse di sottrazione internazionale. Si tratta di una misura limitata, pensata per sbloccare una situazione specifica che altrimenti avrebbe impedito alle ragazze di spostarsi.

Le altre controversie restano aperte e probabilmente richiederanno nuovi interventi da parte della giustizia. La sentenza di Milano fa da soluzione temporanea, un rimedio per evitare danni immediati alle minori, senza però risolvere le questioni più ampie tra i genitori e le responsabilità che ne derivano.

Questa vicenda mette in luce le difficoltà che emergono quando la vita privata si intreccia con il diritto di famiglia. Per ora, a Milano, ha prevalso il diritto delle minori di avere i documenti necessari per vivere e muoversi in sicurezza, lasciando in secondo piano le dispute più grandi tra Icardi e Wanda Nara.

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