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Guerra in Iran e mutui casa: come proteggersi dall’aumento dei tassi e risparmiare

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Redazione

«Non riesco più a dormire pensando alla prossima rata». È un pensiero che si fa strada tra molte famiglie italiane in queste settimane. L’inflazione, alimentata dalle tensioni in Medio Oriente e dall’instabilità globale, sta facendo schizzare i tassi dei mutui. Per chi ha un mutuo a tasso variabile, ogni movimento può significare una spesa in più. Anche chi si appresta a firmare un mutuo a tasso fisso non può stare del tutto tranquillo. L’aumento del costo del denaro non è più un’ombra lontana: è una realtà che bussa alla porta. Di fronte a questo scenario incerto, alcune banche italiane tentano di correre ai ripari, cercando formule per alleggerire il peso delle rate e proteggere i clienti da scossoni improvvisi. Nei prossimi mesi, capire quali indici monitorare e quali strategie adottare farà la differenza.

Mutui, attenzione a Euribor e Irs: cosa tenere d’occhio

Per capire se la rata del mutuo rischia di salire, bisogna guardare a due indici: Euribor e Irs. L’Euribor è il riferimento per i mutui a tasso variabile e indica quanto costano alle banche i prestiti tra loro. Quando sale, la rata cresce quasi subito per chi ha un mutuo variabile. L’Irs invece è il parametro usato per i mutui a tasso fisso, legato alle aspettative sui tassi futuri.

La Banca Centrale Europea non ha ancora toccato i tassi ufficiali, ma ha rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione, che ora si attesta al 2,6% contro l’1,9% previsto prima. Questo rende più probabile un aumento dei tassi. Goldman Sachs prevede due rialzi entro giugno 2024, con il tasso sui depositi Bce che potrebbe arrivare al 2,50%. Un terzo aumento entro fine anno non è escluso, anche se la situazione geopolitica può cambiare i tempi e l’entità.

Secondo le previsioni, i tassi resteranno su livelli elevati per almeno quattro anni dopo questi aumenti. La situazione resta però molto fluida, soprattutto per i possibili sviluppi della guerra in Medio Oriente.

Banche italiane in campo per proteggere i mutuatari

Di fronte a queste incertezze, alcune banche italiane hanno messo sul tavolo offerte pensate per chi deve firmare un mutuo o ha già iniziato la pratica. Senza puntare a speculare sulle oscillazioni di mercato, istituti come Crédit Agricole, Bper, Banco Bpm e Credem garantiscono ai clienti che concludono entro l’estate 2024 di bloccare i tassi fissi attuali, senza aumenti fino alla stipula.

Anche la durata del mutuo diventa un’arma in più. Intesa Sanpaolo, ad esempio, propone mutui con piani di rimborso oltre i trent’anni anche per chi non è più giovane. Questo permette di abbassare la rata mensile e di accedere a tassi di interesse più vantaggiosi rispetto ai mutui a breve termine, rendendo il debito più sostenibile nel tempo e meno vulnerabile a rialzi improvvisi.

Per chi ha stipulato mutui fissi nel biennio 2022-2023, quando i tassi erano ai massimi storici, la surroga diventa una strada urgente da considerare. Spostare il mutuo a condizioni più favorevoli ora è consigliabile, perché con l’aggravarsi del contesto i vantaggi potrebbero ridursi.

Chi invece ha un mutuo a tasso variabile deve prepararsi a un probabile aumento dell’Euribor, che potrebbe salire di 90 punti base nei prossimi dodici mesi, aumentando la rata di circa 43 euro ogni 100 mila euro residui. In questo caso, passare al tasso fisso può essere una scelta saggia per mettere al sicuro il bilancio familiare. Alcuni mutui offrono anche opzioni “switch” per passare più volte da tasso fisso a variabile, garantendo maggiore flessibilità in un mercato incerto.

In un momento in cui geopolitica, inflazione e mercati si intrecciano in modo imprevedibile, serve molta attenzione da parte dei consumatori e una consulenza esperta per evitare brutte sorprese e scegliere la strada più sicura.

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