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Giuseppina Di Foggia lascia Terna senza buonuscita da 7 milioni: il ruolo in Eni cambia tutto

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Redazione

«Addio a Terna, senza buonuscita milionaria». Così si è diffusa la notizia che Giuseppina Di Foggia lascerà il suo incarico il 5 maggio 2026. Una decisione che ha sorpreso molti, soprattutto perché la manager ha scelto di rinunciare a un compenso di gran lunga superiore a quello che riceverà. La mossa, tutt’altro che casuale, arriva insieme a un nuovo ruolo di rilievo in Eni, con un accordo che definisce chiaramente i termini dell’uscita. Tra comunicati ufficiali e voci dietro le quinte, si è delineato un percorso preciso, che ha scatenato discussioni non solo nei palazzi della politica, ma anche nel mondo dell’informazione.

L’accordo tra Terna e Di Foggia sul termine del mandato

Oggi sono state formalizzate le dimissioni di Giuseppina Di Foggia da Terna. Il rapporto di lavoro però proseguirà fino al 5 maggio 2026, data in cui uscirà consensualmente dall’azienda. Questa decisione arriva dopo la sua nomina a presidente di Eni, incarico incompatibile con il ruolo in Terna. Nel dettaglio, l’accordo prevede che Di Foggia rinunci all’indennità integrativa di fine rapporto, una somma che avrebbe potuto essere molto alta.

Terna aveva messo da parte circa 7,2 milioni di euro per coprire questa uscita, cifra che ha suscitato molte polemiche, soprattutto sul fatto che una buonuscita così elevata fosse giustificabile. Oggi la situazione è cambiata: la manager ha scelto di rinunciare a questa cifra, riducendo di molto l’impatto economico per Terna.

In concreto, l’importo previsto per il trattamento di fine mandato è di circa 108.750 euro lordi. A questa somma si aggiungono i bonus e gli incentivi già maturati durante il suo incarico. Terna ha chiarito che questi premi rispettano le politiche di remunerazione del gruppo, aggiornando così i diritti economici spettanti alla fine del rapporto.

Perché Di Foggia ha detto no alla buonuscita e il nuovo ruolo in Eni

La decisione di rinunciare alla buonuscita milionaria è legata proprio al nuovo incarico di Di Foggia come presidente di Eni. Passare da Terna a un’altra grande azienda impedisce di accumulare più benefici economici contemporaneamente. L’accordo sottolinea che la rinuncia all’indennità integrativa di fine rapporto è condizionata proprio dalla nomina nel gruppo energetico.

Così si evitano situazioni di doppia remunerazione e si mantengono trasparenza e correttezza sia in Terna che in Eni. La scelta della manager rientra in una linea di rispetto delle norme e di sobrietà nella gestione delle uscite dai ruoli di vertice.

In un paese dove le buonuscite milionarie nelle grandi aziende pubbliche o partecipate sono spesso al centro di critiche, questa decisione ha un peso politico e mediatico. Di Foggia ha preferito evitare tensioni legate a cifre troppo alte, optando per una soluzione meno pesante per i conti di Terna e più chiara per l’opinione pubblica.

Cosa prevede il trattamento economico finale e gli incentivi

Alla fine del suo mandato, Di Foggia riceverà un trattamento di circa 108.750 euro lordi, una cifra separata dall’indennità di fine rapporto, che ha scelto di escludere. Terna ha confermato che saranno corrisposte tutte le retribuzioni e i premi maturati durante il periodo di lavoro, inclusi i bonus legati ai risultati a breve e lungo termine.

Questi incentivi premiano le performance raggiunte durante il mandato e sono regolati da politiche precise, che garantiscono coerenza con gli obiettivi dell’azienda. Nel caso di Di Foggia, i premi già maturati saranno pagati integralmente, senza esagerazioni.

L’azienda ha ribadito che tutte le somme saranno versate nel rispetto dei contratti e delle regole, senza pagamenti extra rispetto a quanto previsto. Questo dimostra l’attenzione di Terna a una gestione finanziaria rigorosa e trasparente. L’assenza della buonuscita milionaria elimina possibili conflitti e testimonia una scelta responsabile verso soci e cittadini.

Con questo si chiude il capitolo economico tra Terna e Di Foggia, mettendo fine a dubbi e polemiche. Ora l’attenzione si sposta sul suo futuro in Eni, dove la manager affronterà nuove sfide in un ruolo di grande rilievo per il settore industriale italiano.

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