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Francesco De Gregori annuncia il tour Nevergreen: concerti intimi a Roma e Milano nell’autunno 2026

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Redazione

Nel 2024, Francesco De Gregori ha incantato Milano con una residenza al Teatro Out Off, ma ora cambia registro. Torna in tour con “Nevergreen”, una serie di concerti raccolti, pensati per chi conosce la sua musica oltre i grandi successi. Roma e Milano ospiteranno questi appuntamenti speciali, dove il cantautore romano riscopre brani meno noti, quelli che spesso restano nell’ombra ma raccontano storie profonde. Qui non si tratta di spettacoli rumorosi, ma di momenti intimi, in cui la musica si ascolta davvero.

Roma e Milano, date e teatri per Nevergreen

Il calendario è già fissato e i biglietti, a numero molto limitato, sono andati in prevendita: la scelta è chiara, mantenere un’atmosfera raccolta e autentica. Si parte a Roma, al Teatro Sala Umberto, dal 27 ottobre all’8 novembre per dieci serate consecutive. Una sede storica nel cuore della città, perfetta per cogliere ogni sfumatura delle canzoni e immergersi nell’emozione.

Dal 25 novembre, invece, De Gregori si sposta a Milano, tornando al Teatro Out Off, dove resterà fino all’8 dicembre per un’altra decina di concerti. Anche qui lo spazio è contenuto, favorendo il contatto diretto tra artista e pubblico, un elemento che rende ogni serata unica e carica di suggestioni. La scelta di replicare il tour in due città così diverse ma entrambe fondamentali per la musica italiana mostra la volontà di raggiungere platee diverse, unite dalla passione per il cantautorato di qualità e la musica dal vivo.

Atmosfera intima e scalette sempre diverse

I teatri Sala Umberto e Out Off non sono semplici palchi, ma veri partner nel creare un’esperienza speciale. Le dimensioni contenute permettono a De Gregori di dialogare con il pubblico, un dettaglio che distingue questi concerti dagli eventi di massa. Ogni serata avrà la sua anima, fatta di silenzi, attese e canzoni scelte con cura.

Il cuore del progetto Nevergreen, con il sottotitolo Perfette sconosciute, è proprio la scaletta mai uguale a se stessa: pezzi che cambiano di serata in serata, per offrire una scoperta continua. L’obiettivo è mettere in luce quei capolavori nascosti, che hanno segnato il percorso artistico di De Gregori ma che raramente si ascoltano nei concerti più grandi o nelle raccolte più famose.

La band che accompagna De Gregori

Il suono di queste serate si deve anche a una band d’eccezione. Alla sezione ritmica c’è Guido Guglielminetti, al basso e contrabbasso, mentre Primiano Di Biase coordina la direzione artistica, suonando tastiere, hammond e fisarmonica con grande abilità. Carlo Gaudiello al piano e tastiere dà spessore alle melodie, Paolo Giovenchi alle chitarre crea le atmosfere giuste per ogni pezzo.

Non mancano poi le sonorità particolari di Alessandro Valle alla pedal steel guitar e mandolino, che arricchiscono il suono con un tocco evocativo. Dietro la batteria e le percussioni c’è Simone Talone, che mantiene il ritmo con equilibrio e precisione. Le coriste Francesca La Colla e Cristina Greco completano il quadro con le loro voci calde, aggiungendo intensità all’interpretazione dei brani. Un gruppo affiatato che sostiene e valorizza il progetto Nevergreen in ogni sua sfumatura.

Nevergreen, un viaggio nel repertorio meno noto di De Gregori

Nevergreen non è solo un concerto, ma un’esperienza che porta lo spettatore a fare un salto nel passato artistico di De Gregori, esplorando territori meno battuti della sua produzione. L’intimità dei teatri crea un rapporto diretto con il pubblico, con brani scelti per sorprendere anche chi segue il cantautore da anni.

La rotazione delle canzoni permette di scoprire perle nascoste, entrando in atmosfere che vanno dal delicato all’intenso, dove la scrittura di De Gregori si mostra in tutta la sua fragilità, ironia e poesia. Non mancheranno momenti di grande emozione, in cui ogni nota e parola svelano il lavoro creativo dietro a una carriera che ha lasciato il segno nella musica italiana. Il pubblico sarà partecipe di un dialogo unico, che si rinnova ogni sera con set diversi e pensati nei dettagli.

Questa serie di concerti è dunque un invito a riscoprire un patrimonio spesso dimenticato, dando spazio a quelle “perfette sconosciute” che, proprio per la loro rarità, rappresentano un tesoro prezioso per chi ama la musica d’autore.

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